Tonfi e Trionfi | Le pagelle alla tv di marzo 2020

Chi è inciampato e chi invece ha trionfato in questo strano marzo 2020. Nel quale, se non altro, si è capito chi davvero sa fare tv.

Questo marzo 2020 è stato un mese molto strano anche per la tv, abituata ad ammassi di volti e a rimpirsi di grandi applausi. Ma al tempo stesso è stato anche un mese illuminante per capire alcune cose. Ad esempio che in tempo di oppressione psicologica si riesce a distinguere ancora meglio chi sa intrattenere davvero e chi fa ridere sì, ma per troppa seriosità. Che nella difficoltà c’è chi si fa venire buone idee – o le copia bene – e chi invece spreca opportunità di riscatto. E che indipendentemente dal periodo storico c’è chi resta di un’attualità immortale. Ecco tutto il meglio e il peggio visto nella tv di marzo 2020.

Tonfi e Trionfi pagelle tv di marzo 2020

I Tonfi e Trionfi nella tv di marzo 2020

Trionfi: Masterchef e la ricetta perfetta del talent

Tonfi e Trionfi-Voto-4.5

Il primo dei talent show cucinieri va in onda da nove anni e ancora non si trovano neppure ragioni minime per cui dovrebbe chiudere. In questo tempo è passato per l’affronto dei copioni, scandali striscianti, abbandoni di giudici portanti e pure per una certa tentazione di sacrificare la sfida per il piagnisteo. Ma c’è qualcosa, nel suo modo di prendere i concorrenti e affibbiargli un ruolo preciso nella sua narrazione corale, che mantiene suspense ben oltre la prevedibilità. Quest’anno lo ha fatto ancora meglio. E con l’umanizzarsi dei giudici ha acquisito anche più gradevolezza.

Tonfi e Trionfi pagelle tv di marzo 2020

Tonfi: Family Food Fight e il mal di cucina

Tonfi e Trionfi-Voto-2.5

Uno pensa che siccome il giovedì è il giorno sacro di Sky Uno, se si chiude un super programma ce ne sarà subito un altro pronto ad alleviarne la nostalgia. Specie se metà cast è lo stesso. Poi arrivano sei famiglie caciarone, mettono mano alla dispensa e brandendo pentolami vari spadellano tra urla sottotitolate pietanze di ignota composizione che trasudano olio e calorie. E mentre ci si pente di aver cenato cinque minuti prima, loro piangono e si arrabbiano perché davvero l’hanno presa sul serio (davvero?). Sarà, forse, anche per il luccichio del premio: 100.000 euro, come quello destinato ai cuochi talentuosi del talent più sopra (davvero?). Masterchef-Vip-dove-sei.

Italia's Got Talent tv marzo 2020

Trionfi: Italia’s Got Talent e il cazzeggio ritrovato

Migliori-serie-tv-The-Good-Doctor-Voto-4

Se sei un talent show e vuoi buttarla sul divertimento senza sembrare La Corrida, allora devi aumentare di qualche millilitro la dose di serietà. Solo, al programma dove ogni italiano può dimostrare di aver talento, sia anche far parlare i suoi rotoli addominali, era scappata un po’ la mano, ritrovandosi con un effetto stridente tra intenti spassosi e commenti seriosi. Stavolta invece si è sciolto e ha trovato la giusta formula: cioè Maionchi e Matano che cazzeggiano a meraviglia e Pellegrini in scia, per neutralizzare il sensazionalismo americano di Bastianich. Onore anche per il coraggio di portare la finale in tv con cast raffazzonato e pubblico assente, nonostante la sua liturgia tragga forza dall’applauso.

Tonfi e Trionfi pagelle tv di marzo 2020

Tonfi: Celebrity Hunted e le sue fughe posticce

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Per almeno un mese Amazon ci ha stalkerizzato con la storia dei vip in fuga dalla cattura di veri cacciatori di taglie. Poi il momento di vederli all’opera è arrivato, e l’effetto oscilla ancora tra il posticcio e il ridicolo. Specie il “Ci hai fatto sudare ragazzo”, detto dall’affannato cacciatore di taglie che – con lo stesso tocco di chi gioca ad acchiapparella – ha acciuffato Costantino della Gherardesca. Il quale, dal canto suo, aveva già unto mezza Italia di tracce, aggirandosi con la stessa nulla frenesia di un’ottantenne che fa jogging con le amiche. Musica per le orecchie dei veri fuggiaschi.

Tonfi e Trionfi pagelle tv di marzo 2020

Trionfi: #EPCC e il reinventarsi casalingo

Migliori-serie-tv-The-Good-Doctor-Voto-4

Nella tv di questo marzo 2020, svuotata dal coronavirus e riempita di brutte notizie, innumerevoli repliche e faticosi via Skype, l’idea migliore l’ha avuta Alessandro Cattelan. Perché se il suo late show – che poi late più non è – si è definito la copia intenzionale dei parenti americani, allora era giusto che lo fosse anche la sua versione casalinga. E se il problema della trasposizione italiana del genere sono spesso gli ospiti restii a sciogliersi, stavolta è sono stati proprio loro – purché una cricchia fidata e già testata dal programma – a salvarlo.

Tonfi: Freud e il Sigmung troppo esoterico

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Non c’era niente di male nel pensare a un Sigmund Freud alternativo, truffatore di suoi pari con finte sedute d’ipnosi e risolutore di raccapriccianti omicidi. E le ottime precedenti revisioni televisive di illustri leggende – ah, Sherlock! – facevano ben sperare. Peccato per l’immotivata deriva esoterica e per il sovraffollamento dei personaggi, con rispettive linee narrative. Un po’ meno peccato – momento di scorrettezza campanilista – per il fatto che le peggiori produzioni internazionali di Netflix non siano più soltanto italiane.

Tonfi e Trionfi pagelle tv di marzo 2020

SuperTrionfo: Veronica Mars e l’immortalità televisiva

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Non la quarta stagione in onda in questo periodo, che peraltro è assai bella e aveva già trionfato nei mesi scorsi. Bensì le tre precedenti, che riviste oggi riescono a sembrare più attuali di 16 anni fa. Incredibile è il ritmo conservato dagli episodi. Incredibile è la sottigliezza di scrittura, che si perde parecchio nella traduzione italiana. Incredibile è la contemporaneità dei temi, dal revenge porn allo spray al peperoncino da portarsi a New York “nel caso ci imbattessimo in Trump”. Rivederla – specie se la prima volta si era adolescenti – è un piacere così assoluto che una volta finita se ne vorrebbe ancora. Nel caso, qui c’è una guida da seguire.

Barbara D'Urso Matteo Salvini preghiera

SuperTonfo: Mediaset e il concetto di divulgazione

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Pandemia e quarantena avrebbero potuto essere un’occasione di riscatto per Mediaset. Che però, come suo solito, non l’ha colta. Anche perché il suo annuncio – dal suono già minaccioso – di voler rendersi servizio pubblico aumentando le ore tv di informazione, intendeva che avremmo dovuto assistere a disamine scientifiche elaborate da “personaggi d’eccezione” [cit.] dursiani tra i quali – qui tutti non ci stanno – Alda D’Eusanio, Mario Giordano e un Gianluigi Nuzzi più che mai determinato a cavare polemiche da pazienti virologi, che pure ci hanno provato a seminare divulgazione in menti aride. Così l’insurrezione del pubblico stavolta è arrivata. Ma non per il circo di falsità fuorvianti. Bensì per un’eretica supercazzola religiosa di Salvini.

Tonfi e Trionfi pagelle tv di marzo 2020

Il rimandato del mese: Westworld

Doveva essere erede quasi certo del Trono di Spade. Ma il thriller sul sadismo umano, ambientato in un Far West abitato da androidi, aveva guadagnato finora soltanto il premio di più grande casino televisivo. E proprio quando anche chi diceva di averci capito qualcosa – fingendo, lo si ammetta – stava per demordere, eccolo rimettere in fila i propri pezzi, riacquisire un senso e assumere una parvenza avvincente, con un buon contributo di Aaron Paul, che il disperato lo sa fare molto bene. Serie rimandata, sì, ma solo per vedere se riesca a mantenere questo ritrovato fascino.

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