Tonfi e Trionfi | I migliori programmi tv del 2019

Anche se alla fine, in questo 2019, i programmi tv peggiori hanno prevalso di gran lunga su quelli migliori.

Come con le serie tv, per chiudere il 2019 ho scelto migliori e i peggiori programmi tv usando il metodo della “non-classifica”. Cioè ho creato tante piccole liste, e nel corso dell’anno ho raggruppato al loro interno i programmi tv spassosi, disagevoli, figli dell’arretratezza oppure di grande (e rara) intelligenza.

La piccola differenza dall’altra lunghissima lista, però, è che questa è decisamente più breve. E soprattutto che i programmi tv migliori sono rimasti schiacciati sotto il peso di quelli peggiori: il che diverte a leggerne le assurdità, ma è alquanto funesto per il 2019 e pure per l’anno che verrà.

La dottoressa Giò - Tv di gennaio 2019

Quelli che mi hanno creato disagio

La dottoressa Giò (Canale 5)

Non tanto un programma tv e neppure una fiction, quanto più una creatura ibridante tutto l’universo dursiano. Anche qui illuminata – ma stavolta dalle luci della sala parto – Barbara/Giò ha dirottato ogni trama come fosse naturale prosecuzione del suo talk show. E il problema è che lo ha fatto con molta serietà.

Carlo Freccero e la sua Rai 2

Si era insediato a Rai 2 levando il pugno della rivoluzione, Carlo Freccero. Poi ha chiesto di avere pazienza, pazienza e ancora pazienza, ché per farla, la rivoluzione, ci vuol tempo. E mentre stiamo ancora pazientando lui se n’è già andato, dopo aver a lungo trafficato col palinsesto come un illusionista coi tre bicchieri. Di sorprese però non ne ha lasciate (ma onore per la mano tesa a Fabio Fazio), solo una sfilza di dimenticabili brutture. Fatta eccezione per il momento cineforum a sorpresa: quello ce lo ricorderemo per un bel po’.

Uomini e donne – La scelta (Canale 5)

Da anni genera e rigenera personaggi grotteschi e televisivamente modificati – ma neanche più di tanto – per andare a infestare il resto dei teleprogrammi. Ma si pensava, o almeno si sperava, che rimanesse confinato alla sua isola felice pomeridiana. Invece ce lo siamo ritrovati in prima serata, con un circo di tulle e castelli sobrio quanto La Quinceañera o Il Boss delle cerimonie. Due seggiole e una pioggia di petali di rosa non bastavano più, evidentemente.

David di Donatello 2019 (Rai 1)

Dovrebbero essere gli Oscar italiani, ma sembrano più la fiera del bestiame. Del glamour Oscar, David è il cugino sfigato e campagnolo. E quando gli capita di avere per ospite qualche suo celebre amico, ci si vergogna non poco per lui.

Miss Italia 2019 (Rai 1)

Più che Miss, è ormai da tempo una cenciosa Cenerentola. Ma in versione “mezzo di propaganda sovranista” non la si era mai vista.

Mario Giordano-famiglia

Quelli distopici

Live! – Non è la D’Urso (Canale 5)

La peggior proiezione del futuro che un certo pubblico italiano vuol meritarsi, dove gli ospiti internazionali sono Wanna Marchi dall’Albania e Michael Jackson dal Brasile; e dove chi sgarra viene spedito al tribunale dell’inquisizione presieduto dai sommi Coruzzi, Bonaccorti, Del Debbio e Cecchi Paone.

The Voice of Italy (Rai 2)

Il talent show che voleva scovare (alla cieca) la nuova grande voce italiana. Voleva, appunto.

Il Caso Pratiful (o dell’inesistenza di Mark Caltagirone)

Per il 2019 italiano, il più grande lavoro d’inchiesta giornalistica collettiva. Ebbene sì.

Mario Giordano (Rete 4)

Con l’occhio ceruleo ti inchioda e con vocalizzi striduli ti rimprovera. Più che un conduttore, un monologhista. Tant’è che c’è un nuovo genere televisivo di sua invenzione: il talk show melodrammatico in accorata difesa del luogo comune.

Eurogames-Canale 5

I ritorni lieti 

Eurogames (Canale 5)

Spontaneità e spensieratezza sono state le stesse dei rimpianti Giochi senza frontiere, e questa era la prova più grande da superare. Poi Ilary Blasi l’ha presa alla lettera e già che c’era l’ha applicata all’analisi degli ascolti: “Va bene, va male? In ogni caso ce ne faremo una ragione. Non è che muore qualcuno, sono altre le tragedie”.

Fiorello (RaiPlay/ Rai 1)

Ma un po’ si sapeva già. Quando anche lui fallirà, chiuderemo direttamente baracche e teleschermi.

E i ritorni non richiesti

La sai l’ultima? (Canale 5)

Avrei voluto non saperla. Qualcuno ha riso, soprattutto?

Sanremo 2019-tv di febbraio 2019

Quelli venuti dal Medioevo

L’Isola dei Famosi (Canale 5)

“Per la meschinità del caso Fogli” mi ero annotata. E la risonanza del fatto è tale che nemmeno me lo ricordavo.

Sanremo 2019 (Rai 1)

Uno spazio per il Baglioni-bis era già riservato nei migliori programmi tv spassosi, prima che dal 2019 si regredisse all’epoca della censura.

Apri e vinci - Tv di gennaio 2019

Spasso!

Apri e vinci (Rai 2)

Uno spaccato della vita domestica italiana raccontato da Costantino della Gherardesca, anomalo conduttore di quiz casalinghi con domande dalle facili risposte. Doveste vederlo girovagare sotto casa vostra in monopattino elettrico – e rigoroso caschetto – correte subito a pettinarvi, truccarvi e cambiarvi quella tuta macchiata di sugo.

Il Collegio (Rai 3)

Già un po’ snaturato dalla smania di notorietà dei suoi giovani protagonisti e rispettivi genitori, ma comunque una declinazione insolita ed efficace della funzione di servizio pubblico. Il drammatico taglio dei capelli ne resta sempre il momento più alto.

Deal With It (NOVE)

Il gioco, a metà tra Candid Camera e Buona la prima!, che misura la pazienza e gli imbarazzi altrui. Con un Gabriele Corsi che ancora una volta ha confermato di meritare molto di più che anfratti di palinsesto.

Tv del 2018 - Temptation Island

I piccoli peccati di gola

Eurovision Song Contest (Rai 1)

L’unica serata all’anno in cui si sfora il limite massimo del kitsch senza stomacare. Dalle scenografie epilettiche alle canzoni in ostrogoto tutto mette allegria. Almeno fino al momento dell’annuale faida tra San Marino e resto del mondo. Europa, pardon.

Temptation Island (Canale 5)

Il modo migliore per sentirsi subito meglio: seguire i disagi sentimentali di tizi ai quali è rimasta meno dignità di te.

Fiorello-Viva RaiPlay-pagelle tv novembre 2019

Quelli intelligenti

Giovani e influencer (Rai 3)

Un buon tentativo di spiegare agli inetti digitali il senso – non spregiativo e imprenditoriale – dell’anglicismo più abusato del momento.

L’assedio (NOVE)

Il ritorno di classe di una certa Daria, una delle poche a saper cogliere e raccontare l’attuale e nel mentre dare lezioni di intervista.

RaiPlay

Per come ha deciso di rinnovarsi. Per come ha saputo promuoversi. E per come nel suo catalogo virtuale i titoli vecchi brillano e allettano molto di più di quelli recenti.

Danza con me (Rai 1)

Il “Roberto Bolle & Friends” è ormai tradizione di inizio anno, e va benissimo così. Nessuno si aspettava che il balletto potesse unire angoli più o meno pop di tv, specie per una serata intera. Bravo il suo protagonista a contornarsi di gente abbastanza adatta a stimolare la sua timida autoironia.

Leaving Neverland - Michael Jackson-documentario

I più interessanti

Leaving Neverland (HBO/NOVE)

Sarebbe stato più facile venderlo come documentario sull’orco Michael Jackson, ma Dan Reed ha scelto la via più difficile. Cioè quella dell’unica voce dei protagonisti, del non pornografico (nonostante i dettagli vividi), del tono non accusatorio. Per mostrare che una relazione abusiva – pedofilica, in questo caso – ha un meccanismo ben più complesso del semplice rapporto unidirezionale mostro-vittima. E che la questione è “come ascoltare”, non “quando ascoltare” chi trova il coraggio di parlarne.

Game of Thrones: The Last Watch (HBO/Sky Atlantic HD)

L’esempio che le serie tv si apprezzerebbero anche più, se tutte mostrassero pure il dettaglio più banale che sta dietro la loro creazione. Il Trono di Spade non sarebbe esistito, ad esempio, senza un’amorevole paninara specializzata in sandwich calorici e altre bombe di energia per cast e comparse.

La scomparsa di Maddie McCann-documentario Netflix

Quelli da cui è stato difficile riprendersi

La scomparsa di Maddie McCann (Netflix)

Perché – pur molto annacquato – trasuda dolore, trasmette inquietudine e soprattutto ricalca il cortocircuito, provocato da incompetenza e narcisismi di inquirenti e giornalisti, che ha privato due comuni genitori del diritto di scoprire cosa ci fosse dietro la scomparsa della figlia.

In viaggio con Di Battista (Sky Atlantic HD)

Perché le avventure sudamericane del giovane Alessandro, ormai beniamino degli indios – dice lui – e profeta del nulla, blaterano cose di un’ovvietà imbarazzante. Ma a turbare di più è l’interesse di Sky nel dedicargli un reportage.

A raccontare comincia tu-Raffaella Carrà-Maria De Filippi-tv di aprile 2019

I migliori (pochi)

A raccontare comincia tu (Rai 3)

Per poco non il primo dei migliori programmi tv del 2019. Ci voleva Raffaella Carrà per raccontare Fiorello andando oltre l’aneddoto da villaggio turistico. E soprattutto per chiedere a Maria De Filippi, donna autoironica e cerebro dotata, il perché si ostini a produrre brutture televisive.

Il ritorno di Louis C.K.

Si è rimesso in gioco, cavalcando l’elefante nella stanza e muovendo l’inedita reazione di sentirsi in imbarazzo per lui. Ha mostrato, cioè, che far parlare un molestatore è talvolta molto più utile della cultura del cancellarlo. Non è proprio televisione, ma da qualche parte dovevo pur metterlo…

Gli Angelas (Rai 1)

Il prodigio – anche un po’ misterioso – di Piero e Alberto Angela è che nel Paese dell’analfabetismo funzionale e del dursismo sono gli unici a macinare ascolti con la cultura. Forse perché la maneggiano come fosse un enorme libro di storie per bambini. E non stare ad ascoltarli in silenzio, con le gambe incrociate e la bocca aperta, è abbastanza difficile. Ci si metta alla prova con la puntata speciale sul primo allunaggio.

X Factor 13-tv di ottobre 2019

Gli scivoloni

Storie maledette (Rai 3)

Non c’era bisogno di bisticciare con Chi l’ha visto? per contendersi l’inutile infilare il dito nelle piaghe di un uomo divenuto presunto omicida senza volerlo.

Matrimonio a prima vista, Stagione 4 (Real Time)

Non c’era bisogno di ostinarsi nella ricerca dell’amore via scienza. Specie cadendo tutte le volte nell’errore di scegliere soggetti poco propensi all’esperimento televisivo.

X Factor, Stagione 13 (Sky Uno)

Non c’era bisogno di mettere insieme un serioso idealista, un’ansiosa del tecnicismo e un ragazzino con dialettica da materna. E non c’era bisogno di affiancarli a Mara Maionchi facendole sanguinare le orecchie. Perché poi Mara ci si spegne, e ha ragione. E perché poi la brillantezza dello spettacolo riflette esattamente quella dei suoi giudici.

Amic Celebrities-tv di settembre 2019

I telemisteri

Nella mia cucina (Rai 2)

La vera sfida non è stata per chi in cucina, ma per chi da casa impugnava il telecomando. Vincitore: colui che sia riuscito a intercettarne una puntata. Io non sono di certo.

Amici Celebrities (Canale 5)

Qui il mistero è cosa abbia spinto una banda di famosi neanche troppo di seconda mano a sottoporsi a prove di canto, ballo (non c’è più recitazione, vero?) e sopportazione dell’insulto moralista di Platinette.

Ora o mai più - Tv di gennaio 2019

Il migliore in assoluto

Ora o mai più (Rai 1)

Uno pensa che uno show sulla riabilitazione di vecchie glorie – possibilmente cadute in disgrazia – affidata ad altrettante vecchie glorie sbiadite sia robaccia vetusta. E in effetti l’odore è tra il depresso e lo stantio. Ma qui non si finge il contrario e l’umore è quello della tombolata del sabato sera in ospizio: tutti urlano, nessuno capisce niente e per spuntarla nel litigio di turno ognuno rivendica i propri successi (per gli anziani comuni sono gli onori di guerra, per quelli del programma i tormentoni settantennali). Perciò non bisogna fare niente, solo accomodarsi e godersene il bisticciare.

Adrian-pagelle tv novembre 2019

Il peggiore, senza ripensamenti

Adrian (Canale 5)

Non tanto per la qualità effettiva dell’idea, della sua realizzazione e del valzer di spostamenti per trovarne la giusta collocazione. Quanto perché non si capisce come sia possibile che a Mediaset nessuno si sia accorto che l’abbinamento Celentano cartoon, muscoloso salvatore della patria e dio del soft porno, più Celentano in carne e ossa, autocompiaciuto predicatore del non più attuale, fosse una scelleratezza. NESSUNO!

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