‘Breaking Bad’ – Guida completa agli episodi da rivedere

Come (ri)vedere “Breaking Bad” in dieci giorni per preparsi all’uscita del film sequel “El Camino”, senza perdere gli episodi migliori né tempo prezioso.

Il curioso caso di Breaking Bad è che il suo corso si è sempre mosso in direzione opposta quello di gran parte delle serie tv. Da produzione dispendiosa ma contenuta qual era, dal 2008 al 2013 ha moltiplicato il suo seguito di stagione in stagione, aiutata dalla distribuzione globale di Netflix (cosa mai accaduta prima di allora) e da un protagonista sempre impegnato ad alzare il livello del detestabile, diventando una delle migliori nella storia del teleschermo.

Il curioso caso di Breaking Bad, ora, è che da progetto chiusissimo qual era sta per tornare con un film che ne riapre il finale. El Camino – così si intitola – sarà disponibile su Netflix da venerdì 11 ottobre e dal trailer uscito non molto tempo fa ha lasciato intendere di voler occuparsi del vice-protagonista, Jesse Pinkman (Aaron Paul), e delle sue sorti da ricercato.

Mancano dieci giorni esatti, dunque. E se proprio non ci si vuole arrivare al buio, questa è una guida al binge watching adatta un po’ a tutti: chi vuole recuperarla da zero e chi ha bisogno di un semplice ripasso, in base al tempo che si può dedicarle.

Voilà!

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Breaking Bad Quanto tempo hai per vederla?

– Soltanto un’ora: 1 episodio
Una manciata di ore: 3 episodi
– Due serate: 8 episodi
– Una giornata (o un weekend): 13 episodi
Illimitato, anche per i contenuti extra e magari per qualche altra telemaratona (Trono di Spade, Veep, Gomorra, Stranger Things, La casa di carta,… sono tutte qui)

E se siete pigri pure per leggere tutto, giù, giù, giù, molto giù c’è un’infografica che le riassume tutte.

Breaking Bad – La serie in breve

Per farla molto breve – e citando il suo creatore Vince Gilligan – Breaking Bad è la storia del signor Walter White (Bryan Cranston) e della sua trasformazione “da Mr. Chips a Scarface”, ovvero da mite professore di chimica a pericoloso signore della droga, produttore di purissimi cristalli di metanfetamina. Breaking Bad è però anche la storia di quanto gli eventi della vita impattino sui fantasmi che ognuno si porta dietro, spingendolo all’opposto della propria indole e morale. Cosicché a muovere Walter White nella sua metamorfosi in antagonista non è tanto la necessità di assicurare un’eredità a moglie e figli (uno parzialmente paraplegico e l’altra non ancora nata), quanto la sete di riscatto per la carriera bruciata da chimico di successo, la routine matrimoniale e un’esistenza trascorsa a subire umiliazioni da chiunque, specie dal cognato Hank (Dean Norris), un agente (fortuna!) dell’agenzia federale antidroga.

Più che serie criminale, Breaking Bad è un dramma famigliare (per molti tratti anche comico) dove bene e male coesistono in ciascun personaggio e al quale si sta incollati per capire fin quanto i rispettivi alter ego moralmente corrotti possano spingersi.

Consigli? Guardarla in lingua originale (ha decisamente più ritmo) e non lasciarsi scoraggiare dalla partenza lenta. Si tratta di una serie concepita fin dall’inizio per concludersi in un numero limitato di stagioni, in cui ogni particolare è posizionato con un significato preciso e i cui episodi sono strettamente connessi tra loro, oltre che strutturati per creare dipendenza (un assaggio di finale, per poi tornare agli eventi che lì conducono). Conviene quindi seguire con attenzione tutti i personaggi ma non parteggiare troppo per nessuno, non detestare troppo Skyler – la meno compresa dal pubblico – e non rimanerci troppo male se a un certo punto della storia (quale è soggettivo) Walter White inizierà a ripugnare.

Iniziamo!

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1 episodio solo mi basta

Stagione 5, episodio 16
Durata della telemaratona: 55 minuti totali

El Camino inizia direttamente dal finale della serie, perciò è immaginabile che l’episodio da guardare per arrivarci sufficientemente preparati sia Felina (5×16), l’epilogo dove Walter White torna dal suo rifugio per rimettere ogni tassello al suo posto, ammettere di aver agito a beneficio del suo ego più che della sua famiglia, e concedersi un ultimo, eroico delirio di onnipotenza che gli costerà abbastanza caro.

Per Vulture si tratta del finale che ogni serie dovrebbe avere: porta a compimento ogni linea narrativa, radunando quasi tutti i personaggi e lasciando intravedere barlumi di speranza per quelli che più la meriterebbero. Mentre l’antieroe Walt, ottenuta vendetta, ne subisce anche l’ironico contraccolpo dettato dal karma, vero propulsore dell’intera serie.

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Ho due ore di tempo, guardo 3 episodi

Stagione 1, episodio 1
Stagione 2, episodio 12
Stagione 5, episodio 16
Durata della telemaratona: 2 ore e 40 minuti totali

Se nel finale di serie si vede il Walter White antieroe, antagonista, criminale senza scrupoli, Questione di chimica (1×01) mostra invece il Walt eroe, protagonista mite, onesto padre di famiglia, oltre alle cause del risentimento accumulato in una vita di vessazioni, fallimenti, ordinarietà, che ne alimenterà la sete di riscatto.

Come in ogni trasformazione, però, anche il suo percorso da un estremo all’altro passa per una svolta fondamentale. In Phoenix (2×12) si colloca il punto di non ritorno in cui Walt abbandona Mr. Chips per diventare Scarface: per la prima volta la sua crudeltà non ha giustificazioni e per la prima volta ci si domanda se sia giusto tifare per lui.

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Ho due serate libere, guardo 8 episodi

Stagione 1, episodio 1
Stagione 2, episodi 12, 13
Stagione 4, episodi 4, 12, 13
Stagione 5, episodi 14, 16
Durata della telemaratona: 6 ore e 35 minuti totali

Le conseguenze di quanto visto in Phoenix sono in Albuquerque (2×13), l’altra metà del finale di seconda stagione dove le azioni di Walt iniziano a provocare danni collaterali molto seri ed estesi, il personaggio del risolutore Mike (uno dei migliori, interpretato da Jonathan Banks) viene introdotto per rimediarvi e finalmente si scopre perché per un’intera stagione un orsetto rosa abbia galleggiato nella piscina dei White.

Altre puntate di tensione sono poi La versione di Skyler (4×04), con dieci minuti di panico in cui Hank ragiona con Walt su chi possa nascondersi dietro W. W. (“Woodrow Wilson? Willy Wonka? Walter White?”), Cercando vendetta (4×12) e Fine della storia (4×13), che insieme chiudono la quarta stagione con la sorte molto splatter – eppure non stonante – del cattivo Gus Fring (Giancarlo Esposito) e con la più grande e immotivata crudeltà di Walt, che diventa definitivamente un (anti)eroe ripugnante.

Nessun episodio raggiunge però l’intensità – soprattutto emotiva – di Declino (5×14), il momento più alto della serie, in balia di un tragico e concitato precipitare di eventi, ritmato dal continuo oscillare tra il Walter ingenuo e quello spietato.

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Ho una giornata libera, guardo 13 episodi

Stagione 1, episodi 1, 6
Stagione 2, episodi 12, 13
Stagione 3, episodi 10, 12, 13
Stagione 4, episodi 4, 11, 12, 13
Stagione 5, episodi 14, 16
Durata della telemaratona: 10 ore e 31 minuti totali

Oltre a essere tasselli importanti per completare la trama, gli ultimi episodi consigliati danno una misura del crescente delirio di onnipotenza di Walter White, che si concede eroismi scenografici simili al primissimo in Un pugno di mosche (1×06), rari moti di altruismo per salvare Jesse – come in Mezze misure (3×12) – e virtuosismi manipolatori per convincerlo a farsi carico del lavoro più sporco che lo divorerà bruttura dopo bruttura, come in Niente mezze misure (3×12).

Ciononostante, i suoi momenti migliori sono quelli di minore lucidità. Come la risata isterica che chiude Nuove identità (4×11), con annesso rotolarsi in un buco del pavimento dopo aver scoperto che il mezzo milione di dollari da cui dipende la sua vita è stato usato da Skyler per pagare i debiti dell’ex amante.

Nessun eroismo invece in Caccia grossa (3×10), se non un’impegnativa una caccia alla mosca lunga un episodio, confinata al solo laboratorio e senza collegamenti con il resto della storia. Un episodio bottiglia nato da restrizioni di budget, che per molti (tipo gli utenti di IMDb) è il peggiore della serie. E infetti non c’è nulla di esaltante nel guardare Walter e Jesse mentre s’ingegnano nella cattura, salvo la meraviglia finale, quando si realizza che 47 minuti potenzialmente vuoti sono trascorsi senza accorgersene.   

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Ho quanto tempo voglio, guardo tutti e 62 gli episodi

Durata della telemaratona: 49 ore e 45 minuti totali

Recuperare tutta Breaking Bad è un’impresa di media difficoltà: superata la lentezza iniziale (anche per causa età della serie) un episodio chiama l’altro. Se l’intento è (ri)vederla in tempo per l’uscita di El Camino – e cioè in dieci giorni – il ritmo consigliato è di 6-7 episodi al giorno (più o meno 5 ore totali). Se invece la puntualità non vi importa, guardando 3 episodi al giorno (2 ore e mezza circa) potreste finirla in tre settimane, mentre con 2 episodi al giorno (1 ora e 40 minuti circa) impieghereste cinque settimane.

Indipendentemente dalla scelta, comunque, è bene assicurarsi di non perdersi l’amnesia simulata di Walt (Punto da un’ape morta, 2×03), il debutto del ridicolo – ma efficace – Saul Goodman (Conviene chiamare Saul, 2×08), la prodezza con cui Gus elimina un intero cartello messicano in un colpo solo (Alla salute, 4×10), la rapina quasi perfetta a un treno (Rapina al treno, 5×05) e il minuto di agguato a Hank che cambia il corso della serie (Un minuto, 3×07). In quest’ultimo, peraltro, c’è anche la scena che Aaron Paul ha consigliato di vedere prima di El Camino.

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Posso saltare gli episodi peggiori?

No, proprio non conviene. Breaking Bad è una delle serie con maggiori riferimenti incrociati tra stagioni e puntate. Anche il meno significativo degli episodi potrebbe perciò contenere passaggi, inquadrature, minuzie che si rivelano importanti in seguito e che magari si ritroveranno anche nel film.

Se tuttavia ci sente particolarmente spavaldi, basta dare un’occhiata all’infografica più sotto per farsi un’idea delle puntate potenzialmente evitabili (quelle colorate di arancione, perché di rosse non ce ne sono), come Una malattia scomoda (1×04), Una pistola per Jesse (2×05), oppure Game Over (2×10).

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Mi avanza del tempo, c’è altro da vedere?

Trattandosi di una delle serie migliori di sempre, basta un clic per accedere a disamine e materiali di ogni tipo. In caso questa guida non fosse abbastanza, inoltre, si può optare per quella eccellente (e più rapida) di Wired oppure per la dettagliatissima classifica di tutti gli episodi stilata da Vulture. Fresco di uscita, invece, è l’articolo di The Ringer sul toto personaggi – surreale e divertente – che potrebbero ricomparire in El Camino.

Per quel che riguarda altre maratone simili, non c’è infine bisogno di abbandonare subito il mondo narrativo di Breaking Bad. C’è infatti lo spin-off Better Call Saul (su Netflix), che racconta i trascorsi dell’avvocato Saul Goodman (Bob Odenkirk), è molto più leggero e per qualcuno anche meglio dell’originale. E poi ci sono anche mini webserie da guardare su YouTube, come Breaking Bad: Original Minisodes, composta da episodi comici di pochi minuti con protagonisti gli stessi personaggi, e Better Call Saul Employee Training, con i tutorial di Gus Fring e Mike Ehrmantraut per diventare perfetti commessi di “Los Pollos Hermanos” o investigatori/risolutori provetti.

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Breaking Bad – Tutte le telemaratone in un’infografica

Breaking Bad - Guida episodi da rivedere-infografica

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