Tonfi e Trionfi | Le migliori (e peggiori) serie tv dell’estate

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Le serie tv di questa estate non erano del tutto novità e tra le migliori o peggiori sono finite un po’ per le stesse ragioni.

Quella che si è appena conclusa (o forse no, perché buona parte dei palinsesti è ancora in vacanza) non è stata un’estate di novità abbondanti. O almeno, non se confrontata con la stagione che l’anno scorso aveva lanciato cose tipo Patrick Melrose, Sharp Objects, Castle Rock, Bodyguard e The Good Doctor, dissetando finalmente quella terra desolata che da sempre è la tv estiva. La quale, tuttavia, qualche buona goccia rinvigorente l’ha trovata comunque, specie in titoli già molto noti che hanno provato a riconfermarsi pensando al di fuori dei canoni classici, in maniera esattamente contraria a quelli che invece hanno fallito.

Tra le serie tv migliori di questa estate 2019 la goccia più grande proviene da Mindhunter. Perché il suo fascino magnetico l’ha costruito muovendosi nella direzione opposta di molte sue simili. Le altre, va da sé, giungono dalla ribelle del dramma familiare Succession, dalla riciclatrice intelligente (stavolta su YouTube) di cultura pop Romolo + Giuly, dalla sempre lungimirante Veep, e dal ritorno molto sorprendente di Beverly Hills 90210, da cui ci si aspettava tutto fuorché autoironia.

Quel che proprio non ci si aspettava, invece, è che Veronica Mars concludesse la sua brillante nuova stagione con la più banale delle pigrizie autoriali. Di cui un po’ han peccato anche Dark/Web e City on a Hill, fin troppo convinte che la formula per farsi apprezzare potesse limitarsi alla sola copia di illustri precedenti. Tredici, invece, ha esagerato nel credersi servizio socialmente utile, finendo per superare – e non di poco – il limite entro il quale avrebbe dovuto fermarsi.

Nessuna tuttavia è riuscita a procurare un disagio tanto grande quanto quello emanato da Rai, che producendo una delle peggiori commediole all’italiana ha preteso di poter lusingare la generazione che alle sue fiction preferisce il web.

Sfoglia il meglio e il peggio tra le serie tv dell’estate

Trionfi: Mindhunter

Tonfi e Trionfi-Voto-4.5

In quanti avrebbero creduto che un crime di sole parole avvincesse più dei tanti di sola azione? In quanti avrebbero creduto che il lato umano di perversi serial killer fosse più interessante dei loro raccapriccianti atti di ferocia? In quanti avrebbero scommesso su una serie dalle trame inconcludenti, inappaganti oppure rilasciate lentamente senza battute proferire, già in vista di capitoli futuri? Ma soprattutto, chi mai avrebbe pensato che un racconto potesse magnetizzare lo sguardo al teleschermo, componendosi delle debolezze di molti suoi simili?

 

Tonfi: Dark/Web

Migliori serie tv-The-Generi-Voto-2.5

L’horror di Amazon Prime Video sul lato oscuro del cyberspazio non è serie tv inqualificabile. Solo, paga l’inevitabile confronto con Black Mirror. Anzi, con Little Black Mirror. Perché a parità di minor tempo e risorse a disposizione, oltre che nella somiglianza delle storie, si capisce bene quanto l’efficacia del racconto dipenda in realtà dal buon dosaggio dei segmenti narrativi per rilanciare la tensione.  Se non altro, vista la brevità, non si ha l’impressione di aver sprecato minuti utili.

Trionfi: Succession

Migliori-serie-tv-The-Good-Doctor-Voto-4

Finalmente, la vera Succession ha confermato di essere quella del primo finale glorioso, non dell’avvio noioso. E ora di tornare indietro non ne vuol sapere, lanciata com’è nella sua cavalcata verso l’apice della scorrettezza. Da tempo non si vedevano sotterfugi e sgarri dinastici, furberie da piani alti, capricci di ricchi viziati (nessuno escluso) così godibilmente grotteschi. Da più tempo ancora una serie non riusciva a rendere tanto gretti e caotici i più classici dei drammi familiari, facendone pura melodia.   

Tonfi: City on a Hill

Migliori serie tv-Who-is-America-Voto-3

Ben Affleck e Matt Damon producono, Kevin Bacon interpreta, ma il loro racconto criminale s’aggrega dritto alla combriccola dei titoli (tipo Chambers, tipo What/If) convinti che nomi di prestigio e una storia tosta fossero formula infallibile di qualità. La sua Boston anni Novanta è bella per la precisione con cui sembra un poliziesco del periodo. Un po’ meno per la smaniosa ridondanza nel mostrarsi cattiva, corrotta, tossica, violenta, sacrificando pathos e personaggi. E facendo pesare dieci minuti di episodio quanto dieci ore.

Trionfi: Romolo + Giuli - Cambio di stagione

Migliori-serie-tv-The-Good-Doctor-Voto-4

Con la stessa fervida fantasia fanciullesca con cui dalla tragedia shakespeariana in romanesco ha scatenato una “guerra mondiale italiana”, la comedy Fox ha riempito l’attesa per la nuova stagione immaginandosi un “Limbo dei personaggi” dove il Romolo coatto, la Giuly pariolina e colleghi fremono per sapere che ne sarà dei loro destini. Webisodi di pochi minuti, pubblico coinvolto, strizzata d’occhio a Boris e solite insensatezze che divertono senza perdersi nella bassezza. A conferma di un’intelligenza comica che da queste parti è rarità.

Tonfi: Riccione

Voto-0.5

Una fauna pescata a strascico di influencer, youtuber, entertainer e altri “er” dai molti seguaci e dai dubbi talenti, cliché medievali, sketch sconnessi, aforismi da cioccolatini e marchette a rossetti, cibo per cani e granite (come sponsor richiedono). Il tutto, in un “film” su YouTube dove i destini di alcuni vacanzieri in riviera sono uniti da una banconota da 5 euro. Nel 2001. Quando ancora c’era la lira. Prodotto “sperimentale” per parlare il linguaggio dell’Internet, dice Rai Pubblicità. Ma una brutta copia del più infimo dei cinepanettoni vintage è quel che si vede.

Trionfi: BH90210

Voto-3.5

Reboot non poteva essere (carta già giocata, ricordate 90210?) e sequel neppure (argomenti esauriti). Quindi il numero zero dei teen drama ha puntato sul ritorno sperimentale. Niente più Brandon, Brenda e amici di Beverly Hills, ma spazio alle vite – un po’ reali e un po’ romanzate – dei loro interpreti ormai attempati, intenti a riunirsi per racimolare denaro e briciole di notorietà. Il che non ne fa certo un trionfo di qualità (né tantomeno di ascolti). Ma un brillante esempio di intelligenza autoironica e produttiva sì, però.

Tonfi: Tredici

Migliori serie tv-The-Sinner-Voto-2.5

C’è stato un tempo in cui la serie sulle sofferenze adolescenziali era onesta e coinvolgente anche oltre le imperfezioni. E lì avrebbe dovuto fermarsi. Invece, convinta del suo (non richiesto) valore educativo, si è allungata anche a costo di farsi sempre più lenta, peggio recitata, moralista. Da dramma chiuso sul suicidio, ha provato a riaprirsi con la formula legal e poi quella del thriller. Ma l’estenuante pedanteria, quella no, non è cambiata. E in un genere rinvigorito dall’efficacia del tragicomico pare quasi una Settimo Cielo rimodernata.

Trionfi: Veep

Tonfi e Trionfi-Voto-4.5

Le disavventure della (vice)presidente incompetente dovevano prima o poi concludersi. Del resto, nell’epoca del vanto dell’inettitudine, quale politico di rilievo si danna ormai per rimediare alle proprie gaffe? Prima però la parabola di Selina Meyer – con finale parecchio assurdo – si è portata al passo coi tempi, compiendone la trasformazione da finto-compassionevole a leader rabbiosa. La quale, rivista tutta insieme, è un’ottima sintesi di come l’ideale di Obama sia stato scalzato da quello di Trump. Oltre che della lungimiranza che ne fa una delle comedy più intelligenti di sempre.

Tonfi: Veronica Mars (ma solo il finale)

Tonfi e Trionfi-Voto-2

Che il ritorno dell’investigatrice (non più) liceale sia finora uno dei migliori séguiti non c’è dubbio. Che il finale con morto di rilievo avrebbe tuttavia potuto essere evitato, nemmeno. E non per la pretesa di vedere i fan sempre accontentati. Bensì per la delusione di sentire Rob Thomas – brillante creatore della prima serie per adolescenti capace di appassionare anche un pubblico adulto - ammettere di esser ricorso al più banale e datato degli espedienti per assicurare nuovi sbocchi alla trama.

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