La Telemaratoneta | Guida completa al rewatch di ‘Suburra – La serie’

Tempo di lettura previsto: 5 minuti

Come (ri)guardare “Suburra – La serie” e prepararsi al suo ritorno. Che si abbia tempo  per un solo episodio o per una maratona più che completa.

Confesso che su Suburra – La serie ho dovuto ricredermi. Confesso che dopo una manciata di episodi ero passata a miglior titolo, domandandomi cosa mai avessero fatto a Netflix i seriofili italiani per meritarsi una prima produzione originale simile. L’impatto, d’altronde, era meno selvatico e meno avvincente del film omonimo di cui pretendeva di essere prequel, più improntato allo stupire che al raccontare, giocando a far affondare la Roma maestosa e decadente di Sorrentino tra gli inferi di Gomorra, ma con qualche sequenza orgiastica in più.

Confesso che solo di recente ho pensato che questa serie meritasse un’altra chance, soprattutto in vista di una seconda stagione che, con ogni probabilità, avrebbe provato a limare le ruvidità dell’esordio. Così ho scoperto che Suburra sa ripagare la fiducia. Perché nel volare di proiettili e minacce sulle ali della solita corruzione, intesse la storia di un’amicizia insolita tutta al maschile, mescolando generi, concedendosi ironia. Più dei traffici loschi, insomma, ad acchiappare è il rapporto sincero, ma costantemente messo alla prova, tra il coatto Aureliano (Alessandro Borghi), lo zingaro Spadino (Giacomo Ferrara) e lo pseudo-pariolino Lele (Eduardo Valdarnini).

Superate le incertezze iniziali (in quante altre serie, oltre a Mindhunter, la puntata pilota è anche la peggiore?), il racconto si rivela quindi al loro pari: impeto di sentimento corazzato di violenza. E mentre Rai 2 l’ha già relegato alla seconda serata, (ri)guardarlo è un atto consigliabile per prepararsi al suo ritorno su Netflix, venerdì 22 febbraio.

Se pensate che sia impresa impossibile, qui entra in gioco La Telemaratoneta, la guida per vederla tutta senza sprecare tempo. L’inizio è soft, per una rubrica che si propone imprese ben più sfiancanti (tipo recuperare cult da decine di stagioni e milioni di episodi), ma molto soddisfacente. Soprattutto per chi era caduto nello stesso errore di accantonarla troppo presto.

Suburra - La serie-gif

Suburra – La serie: Quanto tempo hai per vederla?

– Meno di un’ora: 1 episodio
– Due ore scarse: 3 episodi
– Una serata intera: 5 episodi
– Mezza giornata: 10 episodi
– Illimitato, anche per i contenuti extra

Se poi la memoria latita, ti aiuta il recap

SuburraLa serie in breve

Suburra è il volto poco raccomandabile di Roma, quello nascosto dietro la sontuosità eterna (e che tanto nascosto non è più). È il 2008 e nella sua ragnatela di affari loschi rimangono invischiati pure un monsignore lussurioso (Gerasimos Skiadaresīs), una funzionaria del Vaticano (Claudia Gerini), un politico integerrimo (Filippo Nigro) e un boss defilato che tiene in scacco tutti i gruppi criminali della città (Francesco Acquaroli). Nei ventuno giorni che gli rimangono per contendersi alcuni appalti sul lungomare di Ostia, tre ragazzi di fazioni opposte si ritrovano casualmente a stringere un legame. Sono Aureliano Adami, rabbioso ma sognatore, Alberto “Spadino” Anacleti, omossessuale in un clan sinti, e Gabriele Marchilli, universitario con l’hobby dello spaccio e figlio di un poliziotto.

Suburra – La serie: Le telemaratone per rivederla

1 episodio solo me basta

Stagione 1, episodio 9
Durata della telemaratona: 42 minuti totali

L’idea che per conoscere una serie basti dare uno sguardo al suo primo o ultimo episodio qui non regge. Con le alte ambizioni che l’hanno quasi tradita, Suburra imita un po’ il gioco del Trono di Spade e scatena il caos totale a un passo dalla fine. Il buio, penultimo capitolo (e pure il più breve), sprigiona dunque tutta la vera essenza della storia. Le alleanze crollano, nessuno ha più ben chiaro di chi possa fidarsi e i componenti della triade regrediscono a monadi. L’odore della paura impregna tutto il tessuto della narrazione. E il panico, si sa, risveglia la ferocia dell’istinto di sopravvivenza.

La scena più importante è quella in cui il legame interdipendente tra Aureliano e Spadino si frantuma. Quella, cioè, in cui ci si rende conto di essersi appassionati né alle macchinazioni malavitose né all’azione concitata, bensì alla genuinità del rapporto tra i due.

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‘Sta Suburra me garba, guardo 3 episodi

Stagione 1, episodi 5, 9, 10
Durata della telemaratona: 1 ora e 31 minuti totali

Se proprio non potete fare a meno di un po’ di background, La lupa è il miglior compromesso possibile. È l’esatta metà della serie, il giro di boa: racconta i suoi personaggi a tuttotondo, senza però cadere nell’anestetizzante lentezza dell’episodio pilota. Qui diventa chiaro come a muovere i tre protagonisti non sia tanto l’avidità, quanto il bisogno di evadere da esistenze non scelte, per ritrovare se stessi. Proprio qui il cappio di tali esistenze inizia però a stringersi pericolosamente. In barba all’introspezione, comunque, vale la pena guardarlo anche solo per godersi il momento Boss delle cerimonie (o Il mio grasso grosso matrimonio gipsy, se preferite), dove l’arrivo degli sposi è roba seria: tocca emergere (poco) trionfali da una fontana.

Chiamalo dormire è invece il finale di stagione, da vedere per chiarire gli svariati conti lasciati in sospeso dalla puntata precedente ed esser sicuri di non dover porsi domande alla ripartenza della serie. Ognuno compie la propria trasformazione e il politico non più innocente Amedeo ridimensiona Samurai, sganciando l’adagio “Roma non si governa, al massimo si amministra”.

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Me so’ intrippato, guardo 5 episodi

Stagione 1, episodi 1, 5, 8, 9, 10
Durata della telemaratona: 4 ore e 22 minuti totali

Giunti a questo punto, aggiungere l’episodio di partenza diventa inevitabile. Pur svettando tra i peggiori, infatti, resta senza dubbio il più iconico. 21 giorni è una mescolanza di stili e generi che rivela le aspirazioni ampie del progetto. Il lusso si abbraccia morboso con il kitsch, il sacro con il profano, la rabbia (dei raptus violenti di Aureliano) con l’ironia (della prima “Spadino dance”). Per resistere allo sconforto procurato da lentezza ed esagerazioni superflue, lo si può affrontare come viaggio suggestivo nella Città Eterna. Monumentale e decadente nella fotografia mozzafiato di Arnaldo Catinari.

Per completezza, poi, l’ottavo capitolo, Un altro, è il primo tassello del reale precipitare degli eventi, nonché del crescendo qualitativo della serie, che da questo momento non fa più nemmeno un passo falso.

Suburra - La serie-gif

So’ un ossessivo seriale, guardo tutti e 10 gli episodi

Stagione 1, episodi 1-10
Durata della telemaratona: 8 ore e 21 minuti totali

Se l’ossessività seriale vi appartiene, conviene approfittarne e recuperare tutta Suburra ora. La prima stagione non è di lunghezza eccessiva e in meno di due serate si è prontissimi per addentrarsi nella seconda. Il che è utile senza dubbio a non lasciare nulla al caso ed evitare di precludersi qualche altro momento godibile, come il Carpool Karaoke di Spadino o i suoi fanghi termali con Aureliano in una pozza nel bel mezzo dei boschi (episodio 6).

Per ogni evenienza, però, segnarsi gli episodi evitabili male non fa. Sul secondo (Patrizi e plebei), sul terzo (Cani arrabbiati) e sul settimo (Ultimo cliente) potreste tranquillamente sorvolare, senza temere affatto di esservi persi qualcosa di memorabile.

Spadino canta Acida-gif

Nun me basta, ce sta altro da vedé?

A dir la verità, sì. Nel caso avanzasse tempo (e non l’aveste ancora visto), il film di Suburra non è ignorabile. È datato 2015 e si avvale di una delle migliori interpretazioni di Claudio Amendola nel ruolo di Samurai (nella serie Francesco Acquaroli). Raccontando eventi successivi a quelli della versione tv, poi, instilla la curiosità di capire come diavolo le due trame riusciranno a combaciare. Lo si trova su Netflix e pure su RaiPlay.

Per godersi il lato comico della serie è infine sufficiente aprire YouTube. Netflix, come spesso è abituata a fare con i suoi volti, si diverte a farsi beffe dei sogni di Spadino (con lieto prestarsi di Giacomo Ferrara), protagonista di diverse clip: da quella sanremese in cui scarta un regalo di Aureliano e spunta Iva Zanicchi (il brano in sottofondo potete ben presumerlo) a quella che lo vede impegnato in una battaglia rap con Piotta (autore della sigla 7 vizi capitale). C’è poi anche Sguburra, l’incontro demenziale tra le parodie di Suburra e Gomorra immaginato dal Saturday Night Live con Claudio Bisio.

Suburra – La serie: Tutte le telemaratone in un’infografica

Suburra - La serie-infografica-maratona

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