L’alfabeto festivaliero del Sanremo 2019

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Cosa si ricorderà di questo Sanremo 2019? Tutto il Festival bis di Claudio Baglioni riassunto in 24 lettere, dalla A di Aspettative alla Z di Zelig.

E così anche questo Sanremo 2019 è giunto a un passo dall’archiviazione, quel momento in cui, prima di pensare già alla prossima edizione (perché il masochismo non ha limiti), ci si domanda cosa rimarrà dell’ennesima edizione dell’evento più longevo della tv italiana.

Ebbene, delle venticinque ore trascorse a sperare che il Festival bis di Claudio Baglioni prendesse quota, si terranno senz’altro a mente il palco astronave, il karaoke nazionalpopolare, le polemiche politiche, il numero di premi superiore alle fasce di Miss Italia (di cui uno istituito in dirittura d’arrivo), la non scrittura, e il disagio di chi ha venduto organi per accaparrarsi un posto tra le prime file che, però, erano destinate al moto perpetuo, ad aprirsi con effetto acque al passaggio di Mosè. Da ultimo, poi, se ne ricorderanno le emozioni di chi sul palco. Tante, ma tutte tangibili, al punto da rendere difficile il parlarne male e più facile la clemenza di avallare una seconda possibilità per la coppia Bisio-Raffaele. Nella speranza che anche il prossimo round fornisca altrettanto materiale da riempire un alfabeto intero.

Sanremo 2019 Gif-Claudio Baglioni-Virginia Raffaele

A come Aspettative

Quelle ipernegative del 2018, quando dal Festival ci si aspettava null’altro che una lunga messa funebre. E quelle iperpositive del 2019, fin troppo illuse dalla qualità del cast. L’unica certezza, insomma, è che il direttore, dittatore, dirottatore artistico sa sempre bene come disattenderle.

B come Bipolarismo

Quello degli pseudogiornalisti, che prima sbuffano del Sanremo karaoke di Baglioni e poi si interrogano sul perché del karaoke bis con le canzoni degli altri. Quelli che prima s’ingozzano di vuote polemiche da enfatizzare secondo la legge dell’analfabetismo funzionale e poi si sdegnano per la cautela anti-polemiche. Quelli che prima si beano della propria ferocia critica e poi ammansiscono il criticato con miti elogi. E si potrebbe andare ancora avanti…

C come Claudio

Il comandante Claudio, che si scelse un copilota di nome Claudio e si divertì a fare trino l’equivoco quando ospite arrivò anche Claudio, l’altro, l’attore. A loro, poi, si aggiunse pure Claudia, la giurata, con la “a”. Oh, che ridere! Ma quanti sono questi Claudi?!

D come Diversivi

Quelli che ormai parevano accessorio indispensabile per stordire il pubblico e nel frattempo scattare sul podio. E invece, a sorpresa, per la scimmia volteggiante e la vecchia che balla quest’anno nessun erede di distrazione di massa.

E come Emozione

Presente in dosi massicce, distillate in euforia (quella di Loredana Bertè), dolore (quello di Enrico Nigiotti) o paralisi (quella di Claudio Bisio). Quasi sempre tangibile, però, e per questo stimolatrice di empatia. Fatta eccezione per quella lacrima di una certa ragazza di periferia, caduta proprio in finale, puntuale come accadeva in fase di Pressure Test…

F come Forze speciali

Quelle che si pensava servissero a trascinar Pippo Baudo giù dal palco. Prima di realizzare che una poltrona massaggiante avrebbe avuto più minuti di gloria di lui.

Sanremo 2019 Gif-Baglioni-Raffaele-Pippo Baudo

G come Gaffe

Quella che ha fatto crollare ogni certezza dei gran letterati sanremesi quando qualche ignoto sprovveduto ha scambiato per tale una battuta, disorientando anche il vento della polemica. Roba da scomodare ancora l’Accademia della Crusca. Ma per risolverla in breve: “battuta” sta a Virginia Raffaele; “gaffe” sta a Ornella Vanoni.

H come Horror

Perché tale è stata la parata di giacche improbabili sfoggiate dalla componente maschile sul palco, con velluti e catarifrangenze oscuranti le mise sciantose delle colleghe. Dopo anni di derisioni sulla pochezza del proprio guardaroba, è tuttavia rivalsa che per qualche giorno si può anche concedere.

I come Incominci

Quelli in cui Baglioni ha detto di essere bravissimo. E ci si sarebbe anche fidati, non avesse aperto cinque serate in crosta di glitter, con contorno di ballerini black bloc, circensi e pure in kilt.

J come Jackal

Ormai la miglior estensione sanremese (e non solo) sul web. Sì, certo, c’è il “The” davanti, ma bisognava pur occupare la “j”, no?

K come Karaoke

La vera identità del doppio Sanremo di Baglioni. E (checché se ne dica) il giusto motivo per cui sarà ricordato.

L come Lungaggini

Quella sconfortante del Prima Festival e quella mal sfruttata del Dopofestival. Quando, di grazia, si decideranno ad aprire con una versione ad hoc di Soliti Ignoti – pescando magari tra i curiosi compiaciuti fuori dall’Ariston – e chiudere con un bel late show?

M come Mollica e Mahmood

Per il primo ogni Sanremo (e non) aumenta l’ammirazione. Forse forse, dovrebbe scendere da quel balconcino e andare a elargire insegnamenti in sala stampa. Il secondo, invece, senza volerlo qualcosa ha già insegnato. Ad esempio, che questo Paese è un focolaio di provincialismo. Anche più di trent’anni (esatti) fa, quando a trionfare fu Anna Oxa e nessuno si chiese da dove venisse suo padre.

N come Nonno Castoro

Quello che pare Baglioni quando, preso da irrefrenabile nostalgia – in media quindici volte a mezz’ora -, sente l’esigenza di narrare aneddoti. Solo che lui, impaziente, non aspetta sia qualcuno a chiederlo, preferendo approcciare alle spalle gli individui sul palco e sussurrare “Posso raccontarti una storia?”.

P.S. Sì, era “Papà Castoro”, ma il ricordo è tornato lucido ad alfabeto completo.

O come Ornella

La maschera che Virginia Raffaele ha preferito non mettere in valigia e l’originale che – “aggratis”, sia messo agli atti – ha dovuto provvedere alla mancanza, concedendo memorabile imitazione della sua imitatrice. Se di volontaria rintronaggine non è dato tuttavia sapersi.

Gif-Virginia Raffaele-Ornella Vanoni

P come Parolacce

Quelle di cui Bisio ha dovuto privarsi, seppur parte integrante del suo stile. E della cui mancanza ci si è accorti soltanto quando Ornella (quella vera) ha sciolto in risate un innocente “Porca puttana!”.

Q come Qui e là

Il criterio, ovvero, di sistemazione dei blocchi in scaletta. Dimenticando la buona scrittura dello scorso anno, per creare agglomerati di canzoni e ore intere di riempimenti sconnessi.

R come Repertorio

Quello che (erroneamente) si pensava Baglioni avesse già esaurito con la scorsa edizione. Ma anche come Repressione, quella che il (mal)capitato coraggioso ha tradito a ogni staffilata anti-dittatura pronunciata a denti stretti. Come a dire che lui, freddure migliori, le avrebbe anche avute pronte…

S come Stecche (più del solito), come Scrittura (di nuovo dispersa), ma soprattutto come Stylist.

Quelli che, visto aggirarsi Enzo Miccio per i carruggi sanremesi, devono essersi coalizzati nel vilipendio dell’abito di scena, sperando nel colpo al cuore e nel conseguente boicottaggio di un prossimo speciale di critica al look festivaliero.

T come Twitter

Quello che non si è accorto di essere la copia 2.0 della sua visione di Sanremo. Un manipolo di autocompiaciuti ciarlieri (perlopiù sconosciuti), uso al riciclo compulsivo della parola logora.

U come Umorismo

Quello che ormai non riesce più a farsi capire. O che forse in molti fingono di non capire, per poter reclamare qualche secondo (o qualche like) di polemica notorietà. (Ogni riferimento a ex mogli desnude è puramente casuale.)

Sanremo 2019 Gif-Claudio Bisio

V come Visibilio

Quello degli pseudogiornalisti (in partenza scettici) per i ventun minuti di modesta comicità di Pio e Amedeo. Non sarà forse stato l’effetto noia?

W come Walker

Tom. Walker. Perché c’era anche lui, l’unico (a seconda di come si consideri tale Luis Fonsi) ospite internazionale sul palco. Almeno fino al vedersi rispedire frettolosamente in camerino dal “dirottatore”, interessato a tenersi soltanto Mengoni. Scartato, dunque. Come la crosta del formaggio (che pure è buona).

X come Xilofono

Quello riecheggiante nella testa a ogni tempo morto (o gag figlia del disagio), un po’ come la scimmia coi piatti nel cervello di Homer Simpson. Del resto, quale diamine di alternativa avrebbe potuto riempire la “x”? Per i puntigliosi, comunque, lo xilofono c’era veramente (fiuuu!). Ne siano lodati gli Zen Circus.

Y come Yin e Yang

La metafora dell’armonia del Sanremo 2019, che Baglioni (da ringraziare per aver evitato la scontatezza delle corrispondenze “yogurt” e “yo-yo”) ha applicato a qualsiasi paio di elementi, probabilmente anche alle manopole del rubinetto. Visto il culmine in rivolta aristoniana, la filosofia è andata in fumo. Lo stesso che deve aver inalato il placido comandante prima di nominare i suoi copiloti Fratello Sole e Sorella Luna.

Z come Zelig

Non quello alleniano, ovviamente. Bensì quello televisivo, del Claudio Bisio cavaliere di Michelle Hunziker e spalla di Paolo Cevoli. Anche se l’unica garanzia è soltanto lui, il Mago Forest, rimedio sempre efficace all’abbiocco notturno, grazie alla comicità più demenziale.

Gif Virginia Raffaele e Claudio Baglioni

 

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