Tonfi e Trionfi | I migliori e peggiori momenti tv del 2018

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I migliori e i peggiori momenti tv del 2018 sono risvolti opposti della stessa medaglia, in un anno televisivo di ritorni, novità (poche) e imbarazzi (molti).

Il bilancio della tv del 2018 conta innumerevoli ritorni, sparute novità e diversi imbarazzi. I momenti migliori e peggiori di quest’anno paiono quasi due facce opposte della stessa medaglia.

Sanremo 2018 e Miss Italia, ad esempio, hanno mostrato come si dovrebbe o non si dovrebbe tentare di svecchiare longeve tradizioni televisive. David Letterman e Massimo Giletti, invece, hanno insegnato come (non) ci si approccia a un’intervista, mentre Canale 5 ha indicato la doppia via per (non) riportare in auge un classico e Rai 3 per (non) costruire un racconto dal valore sociale. Il reality show, nel frattempo, si è diviso tra la routine del passato – tutta fagocitata da Temptation Island – e il passaggio all’epoca presente, dove il reality siamo ormai noi stessi. A segnare il varco tra le due ha provato temerario Enrico Lucci, provando quanto spesso i programmi di pregio richiedano di essere scovati. Conferma che arriva forte e chiara anche dal più speciale e dal più fallimentare squarcio di piccolo schermo degli ultimi dodici mesi.

Tonfi e Trionfi – I migliori momenti tv del 2018

Tv del 2018 - Festival di Sanremo

Il Trionfo più inatteso: Sanremo 2018

Lo si ammetta, fin dall’annuncio di Claudio Baglioni conduttore – oltre che direttore artistico – del Festival di Sanremo 2018, penne e cinguettii avevano già nella faretra diversi dardi avvelenati. Invece, con i giusti supporti, il brizzolato “capitato coraggioso” se l’è cavata egregiamente. Scaltro a strimpellare il suo intero repertorio in un karaoke lungo cinque infinite serate e a puntare tutto sul suo difetto più rischioso, l’impacciata staticità, fatta oggetto di autoderisione per sottrarla alla lapidazione social. In sostanza, per risvegliare il festival della musica da un torpore decennale, bisognava osare ad accompagnare in un angolo proprio la musica (quella degli altri). Escamotage efficace. E nessuno se lo sarebbe mai aspettato.

Tv del 2018 - Storie del genere

Il Trionfo più gentile: Storie del genere

Dei pregevoli racconti dal valore sociale, Rai 3 si è confermata dedita alleata, affidandosi ancora una volta – dopo Stato Civile – a una docu-fiction dal tono addolcito, sussurrato. Al parlare di disforia di genere – sinonimo scientifico di transessualismo – Storie del Genere si è avvicinata cauta, con uno stile narrativo didascalico e poco ombroso. Le vite di chi è nato in un corpo senza sentirlo proprio, di chi ha trovato il coraggio di accettarsi soltanto dopo figli matrimonio, o di avviarsi invece alla transizione sulla spinta cocciuta dell’adolescenza, hanno tutte un lieto fine e lasciano soltanto sottintesa la quotidiana umiliazione collettiva del diverso. Linguaggio luminoso di cui questa tv ha gran bisogno, reso autentico dalla conduzione di Sabrina Ferilli, confidente dalla curiosità genuina.

Tv del 2018 - Realiti Sciò

Il Trionfo più godibile: Realiti Sciò

C’era una volta l’epoca del reality show, con grandi acquari televisivi popolati di gente comune, da osservare con morbosità ma preservata superiorità. Oggi quel reality siamo noi, presi a far sfoggio di vite invidiabili valutate in like, medaglie per lo status di “vip del nulla”. Con Realiti Sciò, Enrico Lucci si è preso la briga di tracciare la linea di passaggio tra le due ere, inscenando la cerimonia di chiusura del berlusconismo. L’incontro tra gli irriducibili e ormai reietti di Arcore Emilio Fede e Lele Mora, nonostante tutto ancora nostalgici della grazia di un Cavaliere che li rimbalza come curiosi qualunque. La loro bella vita, prima anelata da fuori e ora accessibile a chiunque (almeno sui social) diventa così oggetto del racconto dell’ex Iena e della sua solita sarcastica meraviglia, che svela la surreale tristezza della fama misurata in visualizzazioni.

Tv del 2018 - Chi vuol essere milionario?

Il Trionfo più lieto: Chi vuol essere milionario?

Quello di Chi vuol essere milionario? si è rivelato ritorno più che lieto nella tv del 2018. E non soltanto per la bruciante malinconia dei bei tempi in cui la trasmissione andava in onda. Bensì anche perché operazione ottimamente curata sotto ogni punto di vista. Canale 5 ha atteso e indovinato il periodo di rilancio (quello natalizio dei ricordi e dei giochi in famiglia), l’aura di evento celebrativo, la semplificazione della scalata al milione senza tuttavia svalutare l’entità dell’impresa. Come Gerry Scotti, dal canto suo, ha saputo ravvivare il ritmo di un format rischiosamente lento, lanciando la sfida del resistere alla tentazione di consultare l’Internet enciclopedico. Sapessero tutte riconoscere e cogliere così l’evolversi dello spirito del tempo, le operazioni nostalgia non fallirebbero mai.

Tv del 2018 - David Letterman

Il Trionfo più atteso: Non c’è bisogno di presentazioni

Si è concesso una vacanza di due anni, tolto lo sfizio di farsi crescere una barba chilometrica, e poi David Letterman ha fatto finalmente ritorno alla tv. Questa volta con i suoi modi e i suoi tempi, in un ciclo di interviste a illustrissimi, volte a togliersi giusto qualche curiosità. Molto stimolante, così, scoprire il volto (quasi) ordinario di Malala Yousafzai, ora studentessa di Oxford, oppure entrare nella writers’ room del Saturday Night Live ascoltando le memorie di Tina Fey. Con la conferma, mese dopo mese, dell’impressione di partenza. Quella con Barack Obama (pur con eleganza, sempre cedevole al fascino della propaganda) era la meno interessante di queste intime chiacchierate.

Tv del 2018 - Nanette - Hannah Gadsby

Il SuperTrionfo del 2018: Nanette

Cosa dire di Hannah Gadsby e del suo Nanette? Nulla, probabilmente. Perché lo show di stand-up comedy più applaudito dell’anno è già abbastanza eloquente da sé e le possibili parole cadono una dopo l’altra nel cammino verso la chiusura. Un pezzo (affidato alla custodia dello streaming) divertente, lacerante, sincero. Fa ridere e subito dopo prende a pugni, parla di omofobia ma in realtà smaschera la misoginia, crea coesione ma fa sentire in colpa. Merito di una struttura che è gigantesco esempio della tecnica del genere: accumulare tensione, per poi scioglierla nell’ilarità generale. Solo, Gadsby questa volta aggiunge l’ultimo, drammatico tassello che ha sempre omesso per assicurarsi il sorriso del pubblico. Raggiungendo una potenza finale inaudita.

Tonfi e Trionfi – I peggiori momenti tv del 2018

Tv del 2018 - Miss Italia

Il Tonfo più imbarazzante: Miss Italia 2018

Vista l’edizione del 2018, giungerebbe l’ora di dirsi che il male minore di Miss Italia sono proprio le miss, costrette dal perbenismo a dover dimostrare intelligenza nell’unico contesto in cui gli sarebbe concesso lasciarla in camerino. Il problema di questa vecchiarda trasmissione, piuttosto, è il format obsoleto e cerimonioso. Il problema è la conduzione di Facchinetti. Il problema è il gruppo giuria in balia dell’allupato Pupo e con l’unica quota rosa Cucinotta che “Le donne le devono scegliere gli uomini”. Il problema è voler forzare a parole la causa femminista, per poi vedere la regia inchiodare sul fondoschiena di Diletta Leotta. La si lasciasse inutile sfilata di corpi quale effettivamente è, sarebbe passo più onesto.

Non è l'Arena - Asia Argento

Il tonfo più triste: Non è l’Arena e il caso Argento

Nella timeline dell’infaustamente noto “Caso Argento”, il momento Non è l’Arena è il punto di tristezza massima. Per la storia del giornalismo tv. Il ghiotto Massimo Giletti ha arraffato l’unica comparsata tv mondiale di Jimmy Bennett e una delle tante della contrita Asia Argento, esibendosi sornione nell’arte del come non condurre un’intervista. Pavoneggiandosi, cioè, in una gara di scettico machismo con la vittima, guidando la difesa campanilista della sua presunta carnefice, confondendo fonti (e chisseneimporta se è New Yorker o New York Times), ibridando idiomi (“Just 5 secondi!”). E creando infine, nel giro di sole due puntate, un imbarazzo di tale gelo da far ricristallizzare i ghiacci artici e antartici.

Temptation Island Vip-Simona Ventura

Il Tonfo più trash: Temptation Island

Di tutto l’universo defilippico, Teptation Island è il centro indiscusso. Un fazzoletto non poi tanto sperduto di terra, popolato da un manipolo di coatte creature defilippiche, avvenenti ammaliatori defilippici e, ovviamente, tormentate tragedie defilippiche. Masochisti che, scesi dal trono dopo aver trovato l’amore, s’imbarcano allegramente per andare a distruggerlo, finendo per incanalare il proprio struggimento in capolavori di ketchup su telo. Gli ascolti? Lautamente defilippici. Cosicché la mefistofelica Maria ha rincarato la dose con una seconda versione (dicesi vip) nel giro di pochi mesi, acquistato Simona Ventura, sedotto la benefattrice del reality Valeria Marini. E ci si fosse fermati alla sola presenza di quest’ultima, il tutto si sarebbe salvato come dilettevole programma di sketch comici.

Tv del 2018 - Vuoi Scommettere?

Il Tonfo più inutile: Vuoi scommettere?

Risucchiato dal nostalgico procedere a ritroso generalista, nella tv del 2018 è tornato pure Scommettiamo che…?. Con un titolo velato di novità, però, su una rete diversa (Canale 5) e con la conduzione di Michelle Hunziker – già timoniera della versione tedesca Wetten, dass…?.  Riesumazione non delle più riuscite, ridotta piuttosto a un ritrovo tra i soliti noti del teleschermo ai quali ricordare di tanto in tanto il ruolo di padrini di qualche fiero concorrente. “Incredibile!”, “Estrema difficoltà!”, “Impressionante!” è l’iperbolica ricchezza (la stessa sanremese) della cronaca a imprese dallo sforzo massimo e dall’utilità nulla. Raddoppiata in enfasi dalla ciarliera figlia Aurora, in un farfalleggiare di “Mamma!”, “Amore!”, “Tesoro!” da far sentire quasi di troppo. E la vera mirabolante impresa è stata riuscire ad arrivare a fine puntata.

Alla lavagna!-Matteo Salvini

Il Tonfo più irritante: Alla lavagna!

Il premio orticaria tv del 2018 va senza esitazioni all’appuntamento quotidiano con Alla Lavagna!. E non per la partecipazione dello zoo politico fiutante consenso, anzi. Anche i suoi esemplari sono parsi quasi godibili di fronte alla fauna di alunni in odore di sviluppo pronti a interrogarli con smorfiosa saccenza. Mostri creati da un binomio (tv-infanti) rischioso per natura e da una classe autoriale ostinata nel privare i bambini dell’unica peculiarità che potrebbe intrattenere. La spontaneità. E dire che, spostandosi invece in vere classi di liceo nelle quali catapultare davvero a sorpresa sostituti illustri, Il Supplente aveva già in parte mostrato al format la via più virtuosa da seguire.

La prova del cuoco-Elisa Isoardi

Il SuperTonfo del 2018: La prova del cuoco

Sì, La Prova del Cuoco pensava davvero di poter fare a meno di Antonella Clerici, della sua squadra consolidata, del suo format ventennale. Di privare, cioè, di ogni riferimento uno dei pubblici più abitudinari, senza aspettarsi che per ripicca avrebbe preferito sorbirsi le finte beghe legali di Forum. Eppure, almeno il passaggio di consegne alla conduzione avrebbe potuto funzionare, si fosse scelto un volto più rassicurante. Perché a vedere Elisa Isoardi tutto sembra un enorme, gigantesco sforzo. Dal pucciare il pane nel sugo al fingere sincero interesse per i popolani tutt’intorno. Non di certo, però, lanciare stoccate al veleno tra un sorriso tirato e l’altro, in video o sui social (in questo caso con virgole da immaginare). Quello le riesce assai bene. E le assicurerebbe l’eredità di una certa signora della domenica.

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