Serie tv, i dieci migliori episodi del 2018

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I dieci migliori episodi del 2018 condividono il pregio di narrare emozioni tangibili. Ciascuno a proprio modo, si tratti di puntate uniche, sofisticate oppure sulla scia dell’horror. Eccoli tutti, senza classifiche, da “Teddy Perkins” a “Bandersnatch”.

Regola numero uno: prima di chiudere le liste del meglio e del peggio dei dodici mesi televisivi conviene sempre aspettare la fine di dicembre.

Si sa mai, infatti, che non arrivi qualche novità a reclamare un posto nell’elenco. Come è accaduto quest’anno, per ben due volte: con The Marvelous Mrs. Maisel, prima, e l’esperimento interattivo di Black Mirror, poi. Entrambi si sono guadagnati spazio tra i dieci migliori episodi del 2018, che in comune hanno tutti la qualità di essersi fatti ricordare per una spiccata capacità di rendere tangibili le emozioni raccontate. C’è chi – come Forever e Atlanta – per farlo ha scelto una puntata a bottiglia (ovvero indipendente dal resto degli eventi), e chi invece – da Patrick Melrose a Bodyguard – ha calcato la mano sulla frenesia. In molti, infine, hanno rispolverato i presagi inquietanti dell’horror, che da tempo non era tanto persistente nel venare le narrazioni seriali. Con il contributo prezioso di virtuosismi di scrittura e regia dal tocco apertamente ambizioso.

Forever-Andre e Sarah-Episodi migliori del 2018

Andre e Sarah (Andre and Sarah) – Forever

Stagione 1, Episodio 6
Scritto da: Alan Yang e Colleen McGuinness
Diretto da: Alan Yang

Di certo Forever non è stata serie facile da affrontare, con la sua struttura esile fatta di molta routine e poche, tattiche svolte inattese. Come quella, lunga un episodio intero, in cui ci non ci s’imbatte nei protagonisti Oscar e June, bensì negli sconosciuti Andre (Jason Mitchell) e Sarah (Hong Chau), due agenti immobiliari uniti per l’eternità da una casa che nessuno si azzarda a comprare, dove custodire il loro sentimento segreto. Questo è anche l’unico sfondo dell’intera puntata a bottiglia. Una storia a sé stante, ma fondamentale per l’economia del racconto, che qui raggiunge il suo più importante momento di disvelamento. Grazie a un mini-film romantico sul senso amarissimo delle non scelte di vita.

Castle Rock-The Queen-Episodi migliori del 2018

The QueenCastle Rock

Stagione 1, Episodio 7
Scritto da: Sam Shaw

Diretto da: Greg Yaitanes

Castle Rock in Italia deve ancora arrivare, ma conviene portarsi avanti e segnarsi che il thriller tratto dai romanzi di Stephen King ha sfornato un episodio da conservare. Un’ora in balia di una mente afflitta dal morbo di Alzheimer. Quella di Ruth (Sissy Spacek), che nel pericolo inizia a perdersi nei meandri del passato e del presente, rimanendo impantanata nel limbo tra i due. Più aumenta l’angoscia, più cadono i possibili riferimenti a cui appigliarsi. La resa è alle origini dell’horror: si avverte il cattivo presagio, ma il grado di realtà rimane oscuro. E mentre la serie fa tesoro dei suoi ricordi per svelare finalmente qualche incognita, ci si stringe di tenerezza nel vedere Ruth riacquisire lucidità e accorgersi di aver ceduto al più grave impeto di difesa.

Bodyguard-Episodi migliori del 2018

Episodio 1 ed Episodio 6 (Episode 1, Episode 6) – Bodyguard

Stagione 1, Episodi 1 e 6
Scritti da: Jed Mercurio
Diretti da: Thomas Vincent e John Strickland

Pur scatenando i dovuti disaccordi, Bodyguard è una delle sorprese assolute di quest’anno. E la ragione principale sta tutta nella scrittura di Jed Mercurio, che dà il suo meglio negli episodi cornice della serie. Il primo e l’ultimo capitolo, sono infatti prodotto di un virtuosismo osannato dai manuali di sceneggiatura. Non allentare nemmeno per un attimo la corda della tensione e nel frattempo proseguire con lo sviluppo del personaggio. Un cerchio perfetto che si apre con il sergente David Budd (Richard Madden) alle prese con una kamikaze e si chiude con il suo stesso diventare un kamikaze, anche se vittima di complotto. A scandire la trepidazione, il ticchettare (immaginario) del giubbotto esplosivo. Settanta minuti seriali non scorrevano tanto veloci da tempo immemore.

Sharp Objects-Episodi migliori del 2018

Luci e tenebre (Milk) – Sharp Objects

Stagione 1, Episodio 8
Scritto da: Marti Noxon e Gillian Flynn
Diretto da: Jean-Marc Vallée

Ai più critici Sharp Objects è parsa fin troppo ridondante nella lenta corsa alla risoluzione di tutti i suoi crudi misteri. Non c’è però quasi disaccordo sul fatto che abbia saputo costruire gran bei momenti. Uno di questi è senz’altro il finale, Luci e tenebre, che fa precipitare gli eventi, li risolve e, quando ogni tessera sembra ben posizionata, li stravolge di nuovo. Espediente che dà soddisfazione, perché la risoluzione iniziale era ordinaria. E non importa che lo si avesse previsto o meno. Quel che estasia è il lasciarsi inchiodare allo schermo oltre i titoli di coda per vedere Amma (Eliza Scanlen), l’adolescente dal doppio volto, strangolatrice di coetanee di cui conserva i denti nella sua casa delle bambole, farsi scovare e preoccuparsi soltanto che a “mama” non lo si dica.

Patrick Melrose-Migliori episodi del 2018

Cattive notizie (Bad News) – Patrick Melrose

Stagione 1, Episodio 1
Scritto da: David Nicholls
Diretto da: Edward Berger

I sessantadue minuti che aprono le danze di Patrick Melrose, sono quanto di meglio questa lodevole miniserie abbia saputo offrire. Una presentazione vorticosamente eccellente del suo antieroe borderline che, ricevuta la notizia della morte del padre abusivo, si lascia andare a un profondo tuffo nel tunnel allucinogeno di alcol e droga. Quel che se ne ottiene sono così quarantotto ore di frenetico barcollare, euforie, moti di rabbia, confessioni. Con al servizio un Benedict Cumberbatch al suo apice nel ruolo del dandy moderno che proprio non riesce a fare a meno di passeggiare sull’orlo del baratro. Esattamente come Sherlock, ma portato alla sua massima espressione.

Atlanta-Teddy Perkins-Episodi migliori del 2018

Teddy PerkinsAtlanta

Stagione 1, Episodio 6
Scritto da: Donald Glover
Diretto da: Hiro Murai

Il suo filo conduttore, si sa, sono le mille sfumature della fama. Ma Atlanta si era finora divertita a esplorarle sotto la lente sottile dell’ironia. Per questo l’impatto con l’episodio Teddy Perkins, è alquanto spiazzante. A sé stante, sul filo dell’horror, ma senza accantonare la comicità più cupa. Dal momento in cui Darius (Lakeith Stanfield) varca la soglia della tenuta spettrale di un’ex star della musica, cresce l’angoscia. Donald Glover, qui, si supera. Irriconoscibile sotto la cera bianca di un inquietante anfitrione jacksoniano. Acuto (come ormai ha abituato) nel mostrare il frutto storpio del successo a tutti i costi, specie se imposto dalle smanie genitoriali. Non si sa se ridere o preoccuparsi. Né tantomeno si capisce cosa aspettarsi. Sentimento nuovo nel ventaglio emozionale della serie.

The Generi-Horror

HorrorThe Generi

Stagione 1, Episodio 5
Scritto e diretto da: Maccio Capatonda

Dell’incontrollabile lasciarsi catapultare di Gianfelice Spagnagatti da un genere cinematografico all’altro, l’incontro più iconico è quello con l’orrore. Una vacanza a Killer Place, una casa nel bosco e un mostro avverso alla voglia di fritto innescano una trama pregna di cliché filmici anni 80, che Gianfelice prova invano ad anticipare ai pingui protagonisti. E, complici battute standard e doppiaggio ad hoc, Maccio Capatonda riesce davvero a ricreare l’atmosfera dei cult dell’epoca. Tanto che Horror, secondo nella trafila di episodi, esalta il gusto insipido di tutte le successive parodie. Cospargendo The Generi del retrogusto amaro di un esperimento riuscito a metà.

The Marvelous Mrs. Maisel

Mezzanotte al Concord (Midnight at the Concord) – The Marvelous Mrs. Maisel

Stagione 2, Episodio 5
Scritto e diretto da: Amy Sherman-Palladino

Nel ritorno di The Marvelous Mrs. Maisel, il quinto episodio è il giro di boa che dà sferzata agli eventi. Mezzanotte al Concord unisce il piacere visivo della villeggiatura estiva sui monti Catskill allo spasso di guardare Midge (Rachel Brosnahan) esibirsi in un monologo di stand-up su suo padre. Mentre, ovviamente, tra il pubblico si scorge proprio suo padre. Amy Sherman-Palladino crea un vortice di emozioni ed è brava a renderlo tangibile. La frenesia di concludere per rifugiarsi dietro le quinte battaglia con l’attrazione irrefrenabile per i riflettori, la delusione e la vergogna litigano invece con l’orgoglio paterno di fronte al talento. A guarnire il tutto, poi, pensa Susie (Alex Borstein), costretta alla missione sotto copertura reinventandosi idraulico del resort.

Succession-

Nessuno si perde mai (Nobody Is Ever Missing) – Succession

Stagione 1, Episodio 10
Scritto da: Jesse Armstrong
Diretto da: Mark Mylod

Nessuno si perde mai è il culmine di una serie partita con poca passione e conclusasi in un crescendo di esplosività. Il finale della prima stagione di Succession, si rinchiude nel classico castello inglese e orchestra il classico matrimonio per ricchi, ordendo un fascio di trame sottili e ficcanti. Ogni filo raggiunge il suo esatto compimento, che consiste semplicemente nel disinnesco delle mine sganciate nel corso del racconto. Dopo il caos, tutto torna alla normalità, e cioè sotto il controllo onnipotente del patriarca tirannico. Ma anziché quietarsi, il pathos divampa, infiammato dal senso di impotenza e ingiustizia. Ed è qui che questo drama per viziati si rivela davvero. Un covo di cinici senz’anima, che non concede epiloghi a lieto fine.

Black Mirror-Bandersnatch

BandersnatchBlack Mirror

Stagione 1, Episodio 6
Scritto da: Noah Haidle
Diretto da: Michel Gondry

C’è chi dice che in un colpo solo Charlie Brooker abbia inquinato il senso della serialità e pure della critica seriale. Analizzare un episodio dai mille risvolti è infatti complicato. Bandersnatch, l’esperimento interattivo supportato da Netflix, prende una storia lineare e la frammenta in mille pezzi. Poi, con il sadismo innato di Black Mirror, inebria di onnipotenza lo spettatore, salvo infine riavvolgere il nastro a ogni sua scelta non desiderata per imporre la propria narrazione. Un librogame sull’incubo, che diventa incubo quando si scopre che a inanellare scelte sbagliate l’episodio si allunga anche oltre i novanta minuti. Se ne esce esausti, con le vertigini, le mani vuote (nel caso della sottoscritta) e non tanto soddisfatti quanto per altri capitoli della serie. Ma la sofisticatezza narrativa è più che incredibile.

 

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