La Telesploratrice | Qualche consiglio sulle ultime serie tv da vedere

Tempo di lettura previsto: 6 minuti

Volete staccare la spina? Siete in vena di riflessioni sulla vita? Oppure vi andrebbe un bel viaggio allucinogeno? Tutto quel che c’è da sapere sulle nuove scoperte tra le serie tv da vedere. Dove guardarle e quando è meglio sceglierle.

In cerca di qualche consiglio sulle serie tv da vedere, dall’ultima spedizione esplorativa tra palinsesti e cataloghi virtuali, ho scovato diversi racconti degni di attenzione, alcuni neppure troppo nascosti. E ho così scoperto che si possono scrivere dramedy piuttosto ripetitivi ma assai introspettivi, che una comica outsider dell’imitazione può far fatica a plasmare personaggi normali, e che i luoghi comuni più beceri possono far ridere, colorandosi di sfrontato surrealismo. Ho anche scoperto che una piattaforma streaming può dedicarsi solo ai titoli snobbati perché non anglofoni, mentre qualche colossale cugina può inciampare nella propria ambizione. Quella, ovvero, di soffiare alle generaliste anche il primato del classico police procedural. Ma soprattutto, ho scoperto che il medical drama è più bello se creativo, come narra la leggenda della cenerentola brasiliana che bagnò il naso alle tronfie equipe americane.

Forever-serie tv da vedere

Forever
Voto-4

Cosa dovrei sapere? Dopo aver lavorato entrambi a Parks and Recreation, Alan Yang (Master of None) e Matt Hubbard (30 Rockhanno instillato nella comedy parecchie gocce di drama. Ne è uscita fuori l’americana Forever, in cui una coppia sposata da anni (Fred Armisen e Maya Rudolph) decide di deviare la noiosa routine matrimoniale con una vacanza diversa dal solito, che però cambierà per sempre la loro vita.

Potrebbe piacermi? Per convincersi a guardare questo dramedy bisogna semplicemente fidarsi. Niente di più si può dire, perché il colpo di scena si annida nei meandri dei primi episodi ed è inaspettato per davvero. Sono molte, anzi, le svolte che le esistenze di Oscar e June subiscono, costringendo ad abbandonarsi al corso degli eventi. Cosa non facile, perché la narrazione mette alla prova ogni nutrita capacità di resistenza. Il suo incedere è infatti diretta proiezione della ripetitiva quotidianità dei suoi protagonisti, ma sa ripagare con momenti di intensa rivelazione. E con un episodio (il sesto) da incorniciare.

Dove la guardo? Su Amazon Prime Video (qui il trailer)

In quanto tempo la guardo? In 4 ore totali (8 episodi da circa 30 minuti)

Quando potrebbe fare al caso mio? Se in vena di riflessioni esistenziali e in momenti di sufficiente pazienza

The Adulterer-serie tv da vedere

The Adulterer
Voto 3

Cosa dovrei sapere? Non è di recentissima fattura, eppure Overspel – questo il titolo olandese – in Italia è arrivata soltanto adesso, come del resto il servizio streaming Walter Presents. Tre stagioni (dal 2011 al 2015) per intrecciare il groviglio di tradimenti, bugie e corruzione che costituisce il tessuto del thriller psicologico. A metterlo in moto, la relazione clandestina tra una fotografa (la Sylvia Hoeks di Blade Runner 2049) e un avvocato delle cause sporche (Fedja van Huêt).

Potrebbe piacermi? La storia è sempre la stessa. Non si può neanche più tradire in santa pace, perché puntuale ci scappa il morto e si finisce per invischiare pericolosamente le proprie vite. Su tutti e tre i punti la serie calca un poco la mano, ma può contare su di un meccanismo rodato che, in maniera proporzionale alla propria predisposizione, coinvolge. Quello, cioè, delle relazioni pericolose alla The Affair, che turbano e intrigano. Anche se il ritmo ne rivela l’età e il sonoro affettato il tocco didascalico della tradizionale tv pubblica, l’intreccio avvince abbastanza. Solo, per ora bisogna accontentarsi di fermarsi alla prima stagione.

Dove la guardo? Su Walter Presents (disponibile su di Dplay)

In quanto tempo la guardo? In 9 ore e mezza totali (12 episodi da circa 50 minuti)

Quando potrebbe fare al caso mio? Se in cerca di un thriller avvincente, ma poco impegnativo

Come quando fuori piove-

Come quando fuori piove
-Voto 2.5

Cosa dovrei sapere? Nel suo debutto seriale sul NOVE, Virginia Raffaele è l’economista âgée Gregoria, la neo sposa Susanna, la nevrotica attrice Saveria e l’adolescente da talent Giorgiamaura. Quattro donne diverse – come i semi delle carte ricordati dalla frase che fa da titolo – accomunate da un viaggio verso un proprio obiettivo di vita.  La regia di Fabio Mollo (Tutto può succedere) le ritrae così rigorosamente nelle proprie auto, affiancando loro una figura maschile di diversa valenza.

Potrebbe piacermi? Considerandone le performance precedenti, a Virginia Raffaele è difficile resistere. Ma pur attesi in quanto inediti e per la prima volta comuni, questi quattro personaggi sembrano conservare una natura fortemente caricaturale. Il che distoglie l’attenzione dalle storie delle sue protagoniste, svilendone il percorso introspettivo. Si ride? Certo, in fondo l’idea ricorda il primo Carlo Verdone (specie quello di Bianco, rosso e Verdone e Viaggi di nozze). Ma soltanto a tratti. Difficile infatti per i soli dialoghi a due e le poche situazioni davvero esilaranti alleggerire la claustrofobia da abitacolo, per giunta spalmata su episodi che avrebbero dovuto fermarsi alla mezz’ora.

Dove la guardo? Su Dplay (qui il trailer)

In quanto tempo la guardo? In 5 ore totali (6 episodi da circa 50 minuti)

Quando potrebbe fare al caso mio? Se in cerca di un godibile sottofondo

Romolo + Giuly-serie tv da vedere

Romolo + Giuly: La guerra mondiale italiana
Serie tv da vedere-Romolo + Giuly-Voto 4

Cosa dovrei sapere? Il classico shakespeariano torna su Fox in versione comedy e si sposta in quel di Roma, dove lo scoccare della scintilla tra il coatto Romolo (Alessandro D’Ambrosi) e la leziosa Giuly (Beatrice Arnera) incendia la faida di potere tra Montacchi e Copulati, già minacciata dall’asse Napoli/Milano. L’idea del trio Bertini Malgarini, D’Ambrosi e Carrieri giunge dritta dall’omonimo e premiato corto del 2016, ironizzante sullo scontro tra nord e sud della capitale.

Potrebbe piacermi? La tronfia antitesi del titolo – che fa il verso a Baz Luhrmann – è un minimo indizio dello straniamento che questa serie sa produrre. Lo stesso in cui The Generi ha invece fallito. Nel suo microcosmo mitologico, con canto ammaliatore delle “Sirene di Ponte Milvio” e “Ratto delle parioline” annessi, ci si imbatte in Giorgio Mastrota televenditore di nonnine e in Umberto Smaila afflitto dalla somiglianza con Abatantuono, nel leghista trasformato in “negher” da laute bevute di acqua del Po e nel boss dandy Fortunato Cerlino. Tutta la cultura, pop e non, diventa qui materiale plastico da contorcere in assurdità. Avvicinandosi finalmente alla scrittura sciolta, sfrontata e pirotecnica che fu di Boris.

Dove la guardo? Su SkyGo e NOW TV (qui il trailer)

In quanto tempo la guardo? In 4 ore totali (8 episodi da circa 30 minuti)

Quando potrebbe fare al caso mio? Nel bisogno di un viaggio allucinogeno (e per ovviare all’astinenza da sostanze stupefacenti)

The Good Cop-serie tv da vedere

The Good Cop
Serie tv da vedere-The Good Cop-Voto 2.5

Cosa dovrei sapere? Il dualismo poliziotto buono/poliziotto cattivo olia gli ingranaggi di questo procedural di origine israeliana riadattato da Andy Breckman, alle prese con un personaggio molto simile al suo Monk. Si tratta del super pignolo e ingenuo Tony Caruso (Josh Groban), detective NYPD che vive con il padre (Tony Danza), un ex ufficiale fresco di prigione per corruzione.

Potrebbe piacermi? Dopo cotanta buia complessità, Netflix si dà al classico poliziesco generalista, dai casi lineari e toni distesi – sulle orme di Castle, per intenderci. Ma alla scorrettezza dell’agente senior non fa da contraltare un’ossessiva onestà tratteggiata con altrettanta forza, un po’ per falle di scrittura e un po’ per la scelta di un interprete poco adatto. Nulla a che vedere, insomma, con le marcate manie di Detective Monk che – plasmate anche dalla bravura di Tony Shalhoub – divertivano e intenerivano. La resa blanda ne fa piuttosto una serie adatta al relax da divano, la cui grafica deliziosa incornicia ogni episodio aiutando in parte la predisposizione.

Dove la guardo? Su Netflix (qui il trailer)

In quanto tempo la guardo? In 7 ore e mezza totali (10 episodi da circa 45 minuti)

Quando potrebbe fare al caso mio? Ogni volta che hai voglia di spegnere il cervello e rilassarti con gialli senza pretese

Under Pressure-serie tv da vedere

Under Pressure
Serie tv da vedere-Under Pressure-Voto 4.5

Cosa dovrei sapere? Prima libro e poi pellicola, Sob Pressão si è fatta serie tv da lodare e pluri-rinnovare. Il medical drama si trasferisce quindi in Brasile – sulla rete generalista Globo – e si sporca decisamente le mani, addentrandosi tra i corridoi di un ospedale precario a Rio de Janeiro. Il chirurgo Evandro (Júlio Andrade) e la collega Carolina (Marjorie Estiano) operano nella squadra del suo affollato pronto soccorso, messa sotto pressione, più che dalle emergenze, dall’aggravante del degrado socioculturale.

Potrebbe piacermi? Anche agli occhi dei fanatici del genere, che da ER a The Good Doctor di corsie ne hanno percorse, questa serie preserva un fascino particolare. Livida e decadente, è soprattutto indecifrabile. Impossibile suggerire dal divano le ormai arcinote acrobazie di salvataggio, perché nemmeno i suoi protagonisti sanno quel che fanno. Tra macchinari guasti e farmaci troppo costosi, la loro frustrazione è il motore dell’eroismo adrenalinico che li fa sentire vivi. Un medical creativo e che non va di moda (Derek Shepherd mai avrebbe fissato gli occhiali alla fronte con lo scotch). Ma che prova quanto il contesto di appartenenza possa essere l’asso nella manica della serialità non anglofona.

Dove la guardo? Il mercoledì su Sky Atlantic HD e in streaming su SkyGo e NOW TV (qui il trailer)

In quanto tempo la guardo? Per ora in 3 ore totali (9 episodi da circa 40-60 minuti)

Quando potrebbe fare al caso mio? Se dell’umore adatto a sopportare autentici struggimenti

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