La Telesploratrice | ‘Tabula Rasa’ il thriller europeo fa tappa in Belgio

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L’ultima novità di Netflix, è un thriller firmato dai servizi pubblici della tv belga e tedesca, che si divide tra passato e presente per ricostruire gli eventi di una misteriosa scomparsa, attraverso i ricordi di una mente tutt’altro che affidabile. E, pur non senza difetti, ecco perché potrebbe appagarvi.

Ogni fotogramma di Tabula Rasa si diverte a giocare con l’inquietudine. C’è una grande casa diroccata inghiottita da una spaventosa foresta, dove si aggirano figure grottesche e animali enigmatici, le porte cigolano, le luci esitano e strani fenomeni si verificano. Solo, non si sa se sia realtà o semplice frutto della mente. Ciascun espediente oscillante tra lo psicologico e il sovrannaturale rimanda insomma a qualcosa di già visto nelle uscite più recenti. Ci sono, ad esempio, anche le amnesie attorno a cui ruota The Sinner e pure un sussultare di dita alla Genny Savastano. Tuttavia, sebbene imperfetto, questo thriller coprodotto da Belgio e Germania ha il merito di inserirsi con coerenza negli ultimi lampi della serialità europea. Miniera sempre più ricca di buone risorse, su cui Netflix intende puntare. E non come semplice riempitivo del suo catalogo virtuale.

Tabula Rasa-Netflix-recensione

Tabula Rasa, thriller in balia di una mente instabile

La serie in breve: A voler prendere alla lettera questo punto, per raccontare Tabula Rasa sarebbe sufficiente fermarsi al titolo. La sua protagonista, Mie D’Haeze (Veerle Baetens), è un’ex danzatrice ora rinchiusa in un ospedale psichiatrico, come unica potenziale testimone della scomparsa di un uomo. Potenziale, sì. Perché Mie proprio non ricorda cosa mai possa aver combinato. “Ho una pessima memoria” dice lei al vicino piromane, ma in realtà è ben consapevole della sua amnesia anterograda, causata da un grave incidente. Per quanto ogni ricordo precedente sia rimasto intatto, cioè, Mie tende invece a immagazzinare quelli nuovi per pochissimo tempo (vivendo così di memo e appunti sulla pelle), specialmente poiché ansia e stress vi si abbattono “come una tempesta di sabbia”, cancellandone ogni traccia. E in questa storia, di situazioni ansiogene se ne trova una cospicua dose. Mentre infatti tenta di capire in quali volti possa ancora trovare un fido aiuto, Mie si divide tra le allucinazioni del presente e le memorie dei mesi precedenti, vissuti in una casa forse infestata.

Perché guardarla: Per gli appassionati del grottesco, questa storia ha di che regalare. Tabula Rasa mescola il realismo del thriller psicologico e il surrealismo del sovrannaturale, lasciando la costante sensazione di non sentirsi mai al sicuro. Né dal correre degli eventi, né tantomeno dalla narrazione, resa inattendibile dalle tante amnesie e dal continuo delirare della sua protagonista. La pecca si annida però nel ridondare di manierismi (perlopiù già noti al pubblico seriale), che appesantisce un racconto concentrabile nella metà del tempo, con probabile benestare della suspense. Ad ogni modo, non si può ignorare un considerevole ma. Dietro il progetto ben confezionato e interpretato di Tabula Rasa vi sono infatti il canale belga Één e quello tedesco ZDFneo, reti del servizio pubblico. Corrispettive, insomma, della “mamma Rai” nazionalpopolare, che pur in costante crescita sul fronte seriale, si è finora fregiata di aver raggiunto il massimo del mistero con Sorelle.

Dove guardarla: su Netflix (qui il trailer sottotitolato in inglese)

Tempo richiesto: 9 episodi da poco più di 50 minuti, per un totale di circa 7 ore

Serie tv simili: The Sinner, Dark, Glacé

Voto | 3
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