Le Teleclassifiche | Tonfi e trionfi nella tv di novembre 2017

Tempo di lettura previsto: 6 minuti

Tutti i tonfi e i trionfi che hanno segnato la tv di novembre 2017, voto per voto, giudizio per giudizio.

Nonostante l’anno in dirittura di arrivo e i mesi precedenti piuttosto attivi, la tv di novembre è stata tutt’altro che scarna. Tra titoli rodati e novità, i frammenti di palinsesto delle ultime settimane mostrano soprattutto come la riflessione su di uno stesso tema possa essere tanto nobile e produttiva quanto invece sterile e confusionaria. Ecco allora tutti i tonfi e trionfi meritevoli di menzione speciale.

Trionfi: Gomorra, solida e ambiziosa

Se fino a qualche tempo fa accostare la tradizione televisiva all’avanzata digitale sembrava contraddittorio, figuriamoci azzardare l’ipotesi del binomio tv e cinema. Almeno fin quando Gomorra non ha deciso di espandere le proprie ambizioni anche alle sale nazionali, risvegliando dal torpore di anni di commediole e cinepattoni. Sfacciataggine che le è valsa un balzo immediato in vetta al botteghino, peraltro senza sfigurare.

Perché pur giunta alla terza stagione con la probabile consapevolezza di essere il miglior prodotto della serialità italiana, Gomorra non è caduta nella tentazione di adagiarsi sul proprio successo dandone per scontati due fattori fondamentali: un legame rispettoso e scherzoso con il pubblico (fino all’ironia sulla sovrapposizione con la sfida Napoli-Juventus), e una forte credibilità. Regia, scrittura e interpretazione non si ostacolano infatti l’un l’altra minandone la riuscita. E così non si percepiscono forzature neppure quando la narrazione si contrae soltanto su Ciro per quasi un’ora, facendolo intrepido antieroe di un film d’azione a tutti gli effetti. Insomma, un deciso autocompiacimento c’è e si vede, ma non è altro che un pregio, finché ci si alza dalla poltrona soddisfatti.

Scugnizza | Voto: 4
tv di novembre 2017-Voto 4

Tonfi: Snowfall e l’intreccio confusionale

Sesso, carichi di droga e una spirale di violenza, e l’ennesima serie “sporca” è pronta alla messa in onda. D’altronde, basta solo acchiappare l’attenzione degli appassionati del genere con un’aurea di dannazione ed epicità. La verità, però, è che nel descrivere la trama di Snowfall, non si capisce davvero da dove partire. Anche santa Wikipedia, risolutrice del dubbio più atroce, sembra arrendersi a uno stato confusionale. Il drama di FX appena giunto su Fox vorrebbe insomma raccontare l’avanzare dell’epidemia del crack nella Los Angeles di inizio Anni 80.

Ben confezionata, la serie ricostruisce scrupolosamente ogni microcosmo della città, quartiere per quartiere, rassomigliando molto allo squallido fervore newyorkese raccontato da The Deuce. La differenza tra le due sta tuttavia nella capacità di snodare il filo rosso che ne collega il gran numero di personaggi. Mentre The Deuce dedica l’intera stagione ad approfondirne le vite, intrecciandole le une alle altre in vista del suo secondo capitolo, Snowfall sembra piuttosto una semplice giustapposizione di blocchi disconnessi. Poco si carpisce e dopo quasi un’ora si torna al punto di partenza, a brancolare nel buio più totale.

Schizofrenica | Voto: 2,5
tv di novembre 2017-Voto 4

Tonfi e Trionfi-Snowfall-voto
“Snowfall”

Trionfi: L’onestà senza filtri di Apple Tree Yard

Nel mese della lotta contro la violenza sulle donne, laeffe ha dedicato due serate ad Apple Three Yard – In un vicolo cieco, miniserie britannica tratta dal bestseller Fino in fondo di Louise Doughty e già in onda su BBC One lo scorso gennaio. In apertura romantico e lussurioso, l’intreccio si rivela un thriller psicologico quando Yvonne, ricercatrice di mezza età dalla vita tranquilla e realizzata, si avventura in una relazione segreta con un misterioso sconosciuto, rimanendo nel frattempo vittima di una brutale aggressione sessuale.

Non molto si può svelare senza che la visione dei quattro episodi ne venga guastata, dato che il lento (in alcuni tratti fin troppo) flashback rielaborato dalla mente della protagonista lascia pochissimo spazio alle intuizioni. Basti ricordare, però, che nel corso degli eventi qualche sottile e preciso indizio psicologico fa capolino nel ricostruirne un profilo dalla percezione ambigua. A seguirne i pensieri, infatti, ci sente quasi ambivalenti nei confronti di Yvonne, tanto vittima colpevolizzata dalla ferocia della giustizia, quanto manipolatrice passiva. Proprio qui si annida tuttavia il pregio della serie, decisa a distinguere il piano dell’indulgenza nei confronti della vittima (e del suo privato) dalla gravità ingiustificabile della violenza sessuale. Ancora oggi troppo spesso confusi.

Autentica | Voto: 3,5
Voto-3.5-

Tonfi: I baroni del servizio pubblico e il caso molestie

Di tale piaga culturale ha deciso di farsi spensierata promotrice Porta a Porta, puntualissima nel cavalcare l’onda del caso molestie. Qualche volta, però, un lauto ritardo (se non direttamente una rinuncia) sarebbe più gradito. E invece, ecco gli irriducibili dell’opinionismo riunirsi al cospetto del cerimoniere Vespa, pronto ad aprire le danze del dibattito sul “mitico Weinstein!”. Di bocca in bocca cambia il soggetto (da “Uainstin”, “Uistain”, “Vainstain” a “Kevin Space”, per poi scomodare “Einstein”), ma non la sostanza. Tra signori votati al maschilismo e signore dalla morale irreprensibile, le opinioni volteggiano giocose, leggere e gossippare. “Sfigato quel povero che non le sa nemmeno sedurre”, provoca uno, “Qua vogliono far fuori qualcuno, e io ne sono convinta”, borbotta (microfonata) la vicina. Il tutto si riduce a una banale “caccia alle streghe” e il manuale della perfetta colpevolizzazione della vittima si rimpolpa.

Un po’ più serio – grazie anche all’intervento del magistrato Simonetta Matone – si fa invece il clima della puntata sull’aggressione a due studentesse americane perpetrata da una coppia di carabinieri, nonostante il velo di scetticismo tra congetture sul tasso alcolemico e un “non vorrei che avessero dato un consenso implicito” (fonte: esperto psicologo). Non meglio riesce a fare Che tempo che fa, dove l’intervista a Giuseppe Tornatore decide di ignorare qualsiasi accusa recente, fatta eccezione per un timido “Volevo farti una domanda sgradevole ma doverosa”. Sguardo basso, nessuna obiezione, e arrivederci alla prossima puntata. Ora, se non si può negare che il metodo USA di epurazione mediale del presunto accusato possa talvolta esagerare, ci si aspetta almeno che un dibattito sulle diverse sfaccettature del caso sia produttivo. E che la prima rete del servizio pubblico non si adegui alle convinzioni medievali di un qualsiasi villaggio sperduto.

Retrogrado | Voto: 1
tv di novembre 2017-Voto 1

Tv di novembre 2017-Apple Tree Yard-voto
“Apple Tree Yard”

Trionfi: The Comedians, la comedy nazionale ci riprova

Che la produzione televisiva anglofona sia un punto di riferimento senza rivali è fatto ormai assodato. Accade così che anche un prodotto archiviato senza convenevoli oltreoceano, sbarchi invece quale novità sperimentale sui teleschermi nostrani. È il caso di The Comedians, la sitcom che gioca con la tecnica del falso documentario (o mockumentary) per raccontare il dietro le quinte di un fittizio sketch show dal vivo. Struttura e situazioni ricalcano pressoché totalmente la versione americana – bollata come “poco originale” e “non divertente” – seppure la recitazione zoppichi e Sky, nello sfruttare tutte le proprie risorse, rischi spesso di cadere nell’autocelebrazione.

A dare valore al remake italiano è però la coppia Bisio-Matano che, quasi più rodata dell’originale Billy Crystal-Josh Gad, potrebbe aprirsi a una comicità meno frenata e a linee narrative più articolate. Una rarità da queste parti è infatti la naturalezza con cui l’ormai ex youtuber conduce ogni episodio, trascinando un genere che – anche con la pregevolezza di Boris –  qui ha sempre faticato a decollare. Da apprezzare è inoltre il passo avanti sul fronte rilascio, con l’intera serie disponibile on demand e in onda ogni mercoledì su TV8. Gli ingranaggi sono dunque da oliare, ma nel complesso si segue con piacere.

Coraggiosa | Voto: 3
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Tonfi: La sgradevole inconsistenza di The Young Sheldon

Partiamo da un presupposto: che si tratti di varietà, talent o serialità, la presenza di bambini in tv è sempre da maneggiare con cura. Specie se il ruolo è petulante, e specie se le loro presunzioni trovano puntualmente conferma. Per questo, all’annuncio di uno spin-off di The Big Bang Theory dedicato all’infanzia di Sheldon Cooper, l’entusiasmo (perlomeno da queste parti) ha faticato ad accendersi. Tutte perplessità confermate da The Young Sheldon al suo esordio.

Regredito a bambino adultizzato e saccente, il personaggio di Sheldon perde infatti ogni briciolo della sua atipica carica comica, diventata cult proprio per la duplice contraddizione del suo essere un adulto infantile, dall’intelligenza boriosa ma socialmente incompetente. Situazione non alleviata certo dal passaggio al dramedy, con un umorismo velato di nostalgia che non assume neppure le lontane sembianze della divertente disfunzionalità familiare di Malcom, a cui gli autori indendevano ispirarsi. In definitiva, non si ride né tantomeno ci si commuove. Piuttosto ci si irrita. E dire che l’unica ragione a favore di un ampliamento della serie era proprio la sua comicità acuta.

Pruriginosa | Voto: 2
Voto-2

Tv di novembre 2017-The Marvelous Mrs. Maisel-voto
“The Marvelous Mrs. Maisel”

La rivelazione del mese: Il sogno di The Wonderful Mrs. Maisel

Amy Sherman-Palladino lo aveva chiarito: impossibile pensare a un nono capitolo di Una mamma per amica, prima di aver dedicato ogni attenzione a nuovi progetti. Tempo speso molto bene, visti i risultati. A un anno quasi esatto del revival Di nuovo insieme, ha infatti debuttato The Wonderful Mrs. Maisel, storia di una giovane casalinga divorziata pronta a inseguire il suo sogno di cabarettista nella New York di fine Anni 50. Il tocco della sceneggiatrice, tra dialoghi sferzanti e colori sgargianti, è evidente. Come anche la brillante Midge è l’ibrido impeccabile tra il perfezionismo di Rory e il sarcasmo ribelle di Lorelai.

La commedia rilasciata da Amazon Prime Video, però, è un racconto di insolita pregevolezza. Dalla minuziosa ricostruzione storica al manierismo registico, la serie è un omaggio alla tradizione del musical e del cinema vintage, nonché all’ironia alleniana sulle nevrosi umane. Una storia leggera e spassosa di emancipazione femminile, impreziosita dalla scioltezza e dal carisma con cui Rachel Brosnahan (House of Cards) ravviva ogni monologo.

Incantevole | Voto: 5
Voto-5

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